Visioni: sogni o realtà?

Quando al giorno d’oggi si vuole prendere in giro qualcuno perché si è sbagliato su qualcosa, gli si dice candidamente: “…non preoccuparti, hai avuto una visione…”.

La persona se ne fa una ragione e tutto passa.

Avviene così che l’accaduto, vero o falso che sia, venga automaticamente messo in secondo piano, diventando sempre più distante man mano che il tempo passa, finchè, spesso, si arriva alla convinzione di aver realmente sognato quell’evento.

La concatenazione che porta a tale convinzione irreale è la seguente:

Visione = immaginazione = sogno = qualcosa di vacuo ed inesistente nella realtà.

Secondo quanto ci hanno insegnato, i suddetti anelli sono tutti sinonimi di un unico concetto immaginifico, ma se tutto è a posto perchè mi viene voglia di disquisire su questo concetto?

Per il semplice fatto che, in questa concatenazione di eventi, qualcosa non funziona nel momento in cui la riportiamo a fatti accaduti qualche millennio fa e descritti ampiamente nella Bibbia.

Nel suddetto Libro Sacro il termine “visione” compare spesso, ma se si analizza in dettaglio, si scopre che esso deriva dal verbo raah che indica: osservare con attenzione, osservare attivamente muovendo gli occhi.

Non solo ma, tenendo conto della cultura militare, che pervade la tradizione ebraica, questo termine lo si trova usato, tra l’altro, per indicare l’azione compiuta da un “osservatore militare”.

Senza mezzi termini, esaminando quest’ultimo concetto, faccio notare che un osservatore militare, in quanto tale, non può permettersi di correre il rischio di sbagliare compiendo la sua missione.

Da lui dipendono le sorti dell’azione che si sta svolgendo, quindi il suddetto deve essere molto preciso e dettagliato, avendo molta cura nel riportare quanto accade senza fraintendimenti, pena la perdita della missione o peggio.

Ma la Bibbia è un libro sacro e quindi bisogna affidarsi ai teologi e liguisti di stampo “classico”, che invece traducono il termine secondo quella connotazione moderna, irreale e fantasiosa accennata all’inizio.

Il perché venga fatto, difficile a dirsi, è dovuto con molta probabilità al fatto che, ciò che viene osservato, non può esistere e per tanto deve per forza essere stato “sognato” o descritto magari in stato di allucinazione.

Ma potete immaginare un “osservatore militare” che vede qualcosa come in un sogno o peggio ancora in uno stato di allucinazione?

Non ci vuole molto a capire che forse qualcosa non ritorna nelle traduzioni del suddetto Libro Sacro accettate dalla Chiesa.

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