Il Punto, una filosofia essenziale

Recensione e riflessione su ‘La Filosofia del Punto’, testo di Samya Ilaria Di Donato

Ogni qualvolta mi trovo a leggere un testo edito da Drakon Edizioni, sono sempre di fronte ad uno scritto di alto valore saggistico o spirituale. Il Punto rispecchia sicuramente un concetto di questo tipo.

I ‘Libercoli della Rivoluzione’

A partire da Biagio Russo, passando per Tiziana Pompili Casanova (la cui opera ‘Pelasgi’, peraltro, mi sono permesso di dichiararla Pietra Miliare e appaiarla all’importanza del ben più blasonato ‘Il Mulino di Amleto’), passando per Paolo Navone e giungendo all’Autrice il cui libro è oggetto di questa mia disamina, Drakon non smette di pormi un cavicchio ulteriore nell’anima.

Alcuni ricordi che serbo dal Liceo Ginnasio mi hanno riportato una frase – ormai pervenuta  agli allori dell’aforisma – pronunciata dalla docente di Italiano e Latino: i libercoli della Rivoluzione, rivolgendosi a quei testi, spesso in formato quadrotto, dove la quantità di pagine e narrazione è inversamente proporzionale al valore intrinseco che permea l’intera Opera.

Il Punto, la filosofia essenziale

La Filosofia del Punto
La Filosofia del Punto, testo di Samya Ilaria Di Donato per Drakon Edizioni

‘La Filosofia del Punto’ di Samya Ilaria Di Donato, Drakon Edizioni dicembre 2017, è perfettamente innestato su questo tralcio letterario.

L’ho divorato in meno di sessanta  minuti, seppure l’Autrice si raccomanda di leggerlo con calma e poco alla volta. Io però sono abituato a rileggere i testi, quindi non mi sono preoccupato della voracità con cui l’ho mangiato. L’importante era conseguire il Punto.

La logica della Filosofia del Punto

Sei un Iniziato? Ripercorri.
Non lo sei? Inizi.
Se sei un tiepido, ti fai una domanda.
Sei un passionale? Ti innamori.

Queste le sensazioni percepite durante la lettura. Personalmente mi pongo tra i primi e gli ultimi, molto coerente con il mio spirito nient’affatto tiepido, anzi: passionale e devoto all’invisibile.

Eppure Samya fa prorompere dalla ‘complessa semplicità’ in cui verga i suoi pensieri un potente ansiolitico, un analgesico, un equilibratore psichico.

Il Punto
Samya Ilaria Di Donato, Autrice de La Filosofia del Punto

Ella toglie ansie, paure, dolori e rimette ordine nelle caotiche e squilibrate intuizioni mentali, troppo spesso sedotte dalla razionalità ovvero quell’infuso di calma e tranquillità artificiali completamente deficiente di potenza appercettiva.

Le profondità esoteriche

Chi ha conoscenza di Qabbalah, intuisce subito il profondo legame tra Nulla e Punto, movimento sistolico e diastolico, Ain-Soph che contemplando Sé Stesso prorompe in Creazione, generando Spazio e Tempo, tutto e solo per Amore.

L’Artista e Musicista Saverio Carinci, che accompagna con delle illustrazioni il movimento di Samya, esprime in Blu e con chiari riferimenti all’Acqua e alla Musica ciò scritto nel testo. Vibrazioni e Frequenze sono parti integranti di Acqua e Musica.

L’intero libro è scritto in Blu e Violet, colori base per scatenare il lato cerebrale Destro, Binah, l’Eterno Femminino, la Creatività, la Sensibilità, la Sensualità, la Saggezza, ‘Madre Primordiale’.

Non a caso l’Autrice chiama la propria Opera ‘Opera Iniziatica’.

Il Punto focale: che cos’è l’iniziazione

Su questo mi sono fermato a riflettere fino a notte inoltrata, sull’Iniziazione e sul proprio essere.

Che cos’è ‘iniziazione’? È svelare, togliere dagli occhi il ‘velo di Maya’ e ricondurre l’Uomo/ἄνϑρωπος/אדם עילאה/‘Adam Kadmon’ alla propria Origine, dopo che il Raziocinio lo collocò a valle della Scaturigine, in pieno Spazio-Tempo con tutto ciò che comporta la limitazione strutturale di questa condizione.

L’iniziazione è un lampo accecante ove ‘ho capito, finalmente!’ per poi tornare di colpo nella realtà, accorgendosi di non possedere gli strumenti adatti a narrare ciò che si è ‘Visto dunque Compreso’(Οἶδα in greco, piuccheperfetto del verbo ὁράω, la cui metafora vuol dire ‘so, conosco perché ho visto!’).

La simbologia come linguaggio iniziatico

Dal buio della solitudine cognitiva, giungono dunque in supporto

I Simboli
La Musica
I Colori

i componenti di base del linguaggio exoterico, unico in grado di tradurre le pulsioni esoteriche che squarciano di luce i cieli dell’Interiorità e smuovono tempestosamente gli oceani dello Spirito Ctonio, della profondità del nostro Essere.

Allora e solo allora, dai flutti ritiratisi dopo il Diluvio, su una terra che non sarà più come prima, apparirà all’Orizzonte un ἄνϑρωπος – el Viracoche – ebbro d’amore per i Sopravvissuti, pronto ad insegnare loro tutto ciò che serve nel Nuovo Mondo per poi scomparire nuovamente nell’Acqua, tra le onde increspate dell’Oceano, meritandosi il nome di ‘Spuma di Mare’.

Il ritorno al Punto di partenza

Si può tornare a quella condizione, nell’ultimo movimento dell’Opera di Samya ella ci suggerisce un modo tra tanti, semplice, immediato ma per cui ci vogliono volontà e pazienza.

Questo libro è come l’esperienza del Profeta in grotta: non fu il terremoto, né il fuoco, né il vento gagliardo né altro a fargli coprire il volto bensì una brezza leggera che gli pose un semplice quesito: ‘che cosa fai qui, Elia?’.

Il Punto
Daniele da Volterra, Il profeta Elia nel deserto 1550 ca., olio su tela
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