IL PROBLEMA DELLE PENSIONI: ALCUNE SIMULAZIONI

Il problema delle pensioni è uno dei problemi più importanti dell’economia moderna; infatti il problema riguarda le prestazioni da pagare a milioni di persone che in passato hanno cessato la propria attività lavorativa ed entrano nella fase dell’età più matura. Senza entrare nello specifico del regime italiano (lo faremo in un successivo lavoro) vediamo una simulazione di un sistema ipotetico che è rappresentativo di alcune congetture relative al calcolo dei contributi e al pagamento delle pensioni

SIMULAZIONE SISTEMA PENSIONISTICO

– supponiamo che la “comunità” sia composta da 100 persone

– di queste 100 persone, 15 sono bambini e studenti in età prelavorativa (15%), 5 persone (in età non scolare) sono disoccupate (5%), 50 persone (50%) lavorano nelle imprese e infine 30 persone (30%) sono in pensione. Quindi le persone in età non scolare e inattive (disoccupati e pensionati) sono meno numerose delle persone che lavorano (35 contro 50)

– ipotizziamo per semplicità di non considerare probabilità di sopravvivenza e morte delle persone e di non considerare processi inflazionistici

– il Reddito delle persone che lavorano è mediamente uguale ad € 2.000 lordi mensili e viene pagato dalle imprese che devono versare dei contributi previdenziali necessari per pagare le pensioni

– le normative prevedono in questo ipotetico mondo che i pensionati devono poter ricevere l’importo di € 1.000 lordi al mese

– inoltre le normative prevedono che i disoccupati devono poter ricevere un sussidio pari ad € 750 lordi al mese

Sulla base delle informazioni disponibili calcoliamo l’importo dell’aliquota contributiva che devono pagare le imprese e i lavoratori per soddisfare le condizioni esistenti nel sistema pensionistico.

l’importo delle pensioni da pagare ogni mese (al lordo delle imposte) ammonta complessivamente a

€ 1.000 ∙ 30 = € 30.000

L’importo dei sussidi da pagare ai disoccupati (al lordo delle imposte) ammonta complessivamente a

€ 750 ∙ 5 = € 3.750

Quindi l’importo complessivo delle prestazioni da pagare per il sistema previdenziale ammonta a

€ 30.000 + € 3.750 = € 33.750

L’importo complessivo dei redditi di lavoro su cui calcolare i contributi ammonta a

€ 2.000 ∙ 50 = € 100.000

Per calcolare l’importo dell’aliquota contributiva che occorre applicare alle imprese per determinare i contributi necessari per le pensioni occorre applicare l’espressione algebrica secondo cui l’aliquota contributiva unitaria, moltiplicata per il valore dei redditi lordi mensili eguaglia il valore dei contributi necessari per pagare le prestazioni mensili, per cui si ha

100.000 x = 33.750

da cui si ricava che dividendo ambo i membri per 100.000 si ottiene

100.000 x / 100.000 = 33.750 / 100.000 da cui

x = 0,3375 cioè aliquota contributiva 33,75%

dalla simulazione si ricava che per garantire la copertura delle prestazioni previdenziali mese per mese, le imprese devono versare una aliquota contributiva pari al 33,75% dei redditi lordi (una percentuale abbastanza elevata che appesantisce i costi per le imprese ed anche per i lavoratori).

2° simulazione

Supponiamo ora che la situazione del mondo cambi e si verifichi una ripartizione di questo tipo:

– 15 bambini (15%)

– 6 disoccupati (6%)

– 48 lavoratori (48%)

– 31 pensionati (31%)

Il governo decide di ridurre le pensioni da € 1.000 ad un importo inferiore e di mantenere il sussidio di disoccupazione ad € 750, stabilendo una aliquota contributiva del 32% (inferiore di 1,75 punti percentuali rispetto all’ipotesi precedente) determiniamo il valore delle pensioni che può pagare lo Stato, supponendo che non siano cambiate le condizioni economiche relative ai redditi di lavoro

Il totale delle prestazioni da pagare è

Sussidio di disoccupazione: € 750 ∙ 6 = € 4.500

Pensioni di vecchiaia: € x ∙ 31 = 31x

Totale redditi lordi: € 2.000 ∙ 48 = € 96.000

Aliquota contributiva 32% = 0,32

Quindi si imposta l’espressione

31x + 4.500 = 96.000∙0,32 da cui si ricava

31x = 30.720 – 4.500

31x = 26.220

x = 26.220 / 31

x = 845,80

cioè, a causa della riduzione dell’aliquota contributiva (per ridurre il carico contributivo sulle imprese) l’importo delle pensioni viene ridotto ad € 845,80 lordi mensili (dal precedente valore di € 1.000) con una riduzione di circa 154 euro. Questo risultato si può ottenere anche “allungando” l’età pensionabile, nel senso che, se si vuole garantire l’equilibrio dei conti previdenziali è possibile intervenire anche sull’età in cui il lavoratore può andare in pensione.

3° simulazione

– 15 bambini (15%)

– 5 disoccupati (5%)

– 50 lavoratori (50%)

– 30 pensionati (30%)

Se il governo decidesse di abolire il sussidio di disoccupazione, mantenendo l’aliquota contributiva al 32%, in queste condizioni il valore delle pensioni diventerebbe

30x = 100.000 ∙ 0,32

x = 32.000 / 30

x = 1.066,67

in questo caso, abolendo il sussidio di disoccupazione si liberano risorse per le pensioni che aumenterebbero fino a raggiungere € 1.066,67 (con un aumento del 6,67%)

in questo caso sarebbe possibile calcolare anche a quale valore bisognerebbe fissare l’aliquota contributiva nel caso in cui il governo voglia mantenere inalterato il valore delle pensioni rispetto all’ipotesi iniziale (cioè € 1.000). In tal caso l’equazione delle pensioni diventerebbe

100.000x = 30 ∙ 1.000

100.000x = 30.000 da cui

x = 30.000 / 100.000

x = 0,30

l’aliquota contributiva sarebbe in tal caso fissata al 30% (contro il 33,75% dell’ipotesi della 1° simulazione), con una discreta riduzione del carico contributivo sulle imprese (che libera risorse per gli investimenti)

CONCLUSIONI

Queste simulazioni semplificate ci permettono di capire (in ipotesi semplicistiche) gli effetti positivi o negativi che possono derivare per le imprese e per la collettività da manovre che determinano variazioni dei contributi nel sistema previdenziale e quindi gli effetti che possono derivare da possibili riforme del sistema stesso.

ELABORAZIONI DI GIUSEPPE BADALUCCO

 

 

 

 

 

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