Il più ortodosso tra gli eterodossi

Probabilmente sono il più ortodosso tra gli eterodossi. Anzi, a dirla tutta, non sapevo d’essere ‘eterodosso’ fino a quando Pier Giorgio non me lo ha fatto notare. Forse ha ragione lui, in fondo ha ragione su tante cose, non credo che su questo punto si sbagli più di tanto.

Ma sono il più ortodosso tra gli eterodossi, torno a ripeterlo. Lo sono per formazione, lo sono per vocazione, lo sono per impostazione di vita. In epoca di cialtroni e burattini che cianciano e biascicano sentenze a ogni piè sospinto, io mi àncoro alle mie conoscenze, ai miei studi, al metodo galileiano. Mi sento cartesiano, per farla breve, e prediligo la scienza che si fonda sulla ‘certezza’ rispetto a quella che si lascia andare a troppe posizioni e speculazioni filosofiche.

Tuttavia…

Sì, cari amici, c’è un ‘tuttavia’. Tuttavia non sono refrattario ai punti di vista originali, alle angolazioni in tralice, alle sfumature eterodosse, appunto. Ed è per questo che Pier Giorgio mi ha voluto qui. In fondo penso che non ci sia eterodossia senza delle solide fondamenta nell’ortodossia, perché non si può volare attraverso il calcolo differenziale se prima non si è imparato a far di somma.

Pillola azzurra o pillola rossa?

Eccomi qui, dunque, a dare il mio contributo, a suggerire méte e luoghi da visitare dove mettere alla prova sia la propria ortodossia che la propria eterodossia. Se su treeaveller.it tocchiamo già argomenti simili ma solo quando se ne presenta l’occasione, qui cercherò di consegnarvi pillole più dense, da mandare giù di un fiato.

Come il Morpheus di Matrix vi offrirò la pillola rossa per restare nel paese delle meraviglie e vedere quant’è profonda la tana del Bianconiglio.

Buon viaggio.

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