I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (Quarta parte)

I sistemi monetari sono l’insieme delle monete e delle norme giuridiche che ne regolano l’impiego, che sono in vigore in uno Stato in una determinata epoca.
I sistemi monetari sono fondati su una unità monetaria che ne rappresenta la base di riferimento e di cui le monete circolanti sono frazioni o multipli.
L’unità monetaria si può classificare in:

-effettiva o reale se è realmente coniata e circolante

-convenzionale o ideale se non è coniata e quindi non è effettivamente circolante

L’evoluzione storica dei sistemi monetari che abbiamo accennato nella terza parte ha determinato con il passare del tempo la formazione di diverse tipologie di sistemi monetari che sono stati distinti nelle seguenti classificazioni:

-sistemi monetari monometallici: tutti quei sistemi monetari basati su un solo metallo prezioso (esempio oro o argento); nei sistemi monometallici la moneta che circola liberamente e che presenta potere liberatorio è solo quella aurea o argentea. In passato, in questo tipo di sistemi monetari, era applicato anche il principio della libera coniazione (possibilità di ottenere monete in cambio di metallo prezioso o viceversa)

-sistemi monetari bimetallici: tutti quei sistemi basati su due metalli (esempio oro e argento) nei quali circolavano sia monete d’oro che di argento. In tali sistemi le due tipologie di monete erano legate tra di loro da un rapporto fisso che era calcolato con un computo proporzionale

Esempio
Si stabilisce che una moneta d’oro ha un contenuto di 1 g di oro che è quotato 49,00 € / g; bisogna stabilire la quantità di argento equivalente essendo l’argento quotato € 0,49 / g
Quindi poiché occorre spendere 49 € per acquistare 1 g d’oro, poiché 1 g d’argento costa € 0,49 con 49 € si acquistano
49 / 0,49 = 100 g di argento
Per cui in questa ipotesi il rapporto tra oro e argento è 1:100
Cioè ad 1 g di oro corrispondono 100 g di argento
Supponiamo che lo Stato X decida d coniare una moneta argentea che ha un peso grezzo (complessivo) di 5 g, con un titolo di 925/1000
In questo caso la quantità di argento fino presente nella moneta è dato da
1.000 : 925 = 5 : x da cui x = 4,625 g di argento
Poiché il rapporto oro-argento è 1:100
In tal caso la base monetaria aurea corrispondente ad 1 moneta aurea sarà data da

1 : 100 = x : 4,625
Da cui x = 0,04625 g di oro fino

Cioè la moneta base aurea ha in questo caso un contenuto di 0,04625 g di oro.

Lo svantaggio considerevole dei sistemi monetari bimetallici fu rappresentato dal fatto che col passare del tempo gli agenti economici, tenendo conto della variazione delle quotazioni dei metalli preziosi, cominciarono ad impiegare per i pagamenti la moneta che aveva il contenuto di metallo che si deprezzava rispetto all’altro, applicando inoltre la tesaurizzazione della moneta il cui contenuto di metallo prezioso si apprezzava nel tempo; si crearono così sistemi fondati su quello che veniva definito “bimetallismo zoppo” in cui col passare del tempo gli Stati dovettero sostituire di fatto il sistema in questione con un sistema monometallico

-sistemi monetari cartacei fondati sulla convertibilità in oro: in questi sistemi accanto alla moneta metallica furono introdotte banconote cartacee o biglietti di banca che traevano origine dalla necessità di garantire la sicurezza degli scambi commerciali con documenti che rappresentavano la base monetaria aurea e/o argentea; con il passare del tempo i sistemi monetari cartacei sostituirono la moneta metallica, introducendo tuttavia la possibilità di convertire la moneta cartacea – banconote nel corrispondente valore in oro, cioè garantendo la convertibilità in oro. Tra questi sistemi monetari si possono ricordare

1) il Gold Bullion Standard: in questi sistema monetari era garantita la convertibilità dei biglietti di banca in lingotti o verghe d’oro detenuti come riserve dalle banche nel sistema bancario

2) il Gold Exchange Standard: in questi sistemi monetari era garantita la convertibilità delle banconote in oro o in moneta straniera a sua volta convertibile in oro

-sistemi monetari cartacei fondati sulla inconvertibilità in oro o a corso forzoso: in questi sistemi (che sono quelli moderni) la moneta in circolazione emessa dalla Banca centrale è data da biglietti di banca (banconote) stampate dalla Banca centrale con diversi tagli (esempio 1,2,5,10,20,50,100,200,500 unità monetarie) a cui si affiancano monete metalliche che rappresentano sottomultipli dell’unità monetaria (esempio 1,2,5,10.20,50 centesimi di unità monetaria) ma nessuna moneta cartacea o metallica è convertibile in oro, quindi è un sistema in cui la moneta deve essere accettata come mezzo di pagamento imposto dalle autorità istituzionali del singolo paese.

LA STORIA DEI PRINCIPALI SISTEMI MONETARI

Dopo la caduta dell’Impero Romano nel V sec. d.C le invasioni barbariche portarono alla creazione di nuovi stati e ordinamenti giuridici che precedentemente avevano fatto parte di una delle realtà geopolitiche più importanti dell’era antica (l’Impero romano si estendeva dall’Inghilterra fino al Vicino Oriente); per cui in ognuno dei nuovi regni andarono costituendosi nuovi ordinamenti giuridici che diedero l’avvio alla creazione di nuovi sistemi monetari che seguivano caratteristiche simili a quelli esistiti precedentemente; in questa breve analisi mettiamo in luce i più importanti che si formarono in Europa e che sono giunti fino a noi nel XXI secolo

STERLINA BRITANNICA:

La Sterlina Britannica detta anche Lira Sterlina è la moneta in uso nel Regno Unito di Gran Bretagna (Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda del Nord e territori d’oltremare). L’origine del termine Sterlina deriva dalla lingua inglese in cui l’unità monetaria fu fondata su una libbra (vecchia libbra romana corrispondente a 327,168 g) di una lega impiegata per coniare la moneta che era composta per il 925 per mille da argento puro e per il 75 per mille da rame (lega definita sterling silver); il simbolo adottato nel corso del tempo è dato dalla lettera £ rimasto in uso fino ai giorni nostri.

LE ORIGINI DELLA STERLINA BRITANNICA FINO AL GOLD STANDARD

Dopo la caduta dell’impero romano si susseguì un periodo di transizione al termine del quale i nuovi regni anglosassoni diedero una nuova configurazione ai sistema monetari; il primo sistema monetario inglese, quindi, fu fondato su un sistema argenteo (data la rarità dell’oro) e la base monetaria della nuova moneta in vigore nei regni dell’Inghilterra era una libbra suddivisa in frazioni che furono definiti Scellini e Penny che furono introdotti presumibilmente dal Re Offa di Mercia intorno alla metà dell’VIII sec. (circa 750 d.C.); il peso di un penny era pari a 20 grani, corrispondente a circa 1/24 di un’oncia troy (cioè 1/24 di 31,1034 g cioè 1,29 g circa). La monetazione britannica di questo primo periodo dei regni anglosassoni si rivelò molto simile a quella francese per cui il penny presentava caratteristiche simili al denaro francese; in particolare il sistema monetario “embrionale” inglese fu costituito sulla suddivisione della libbra in:

1 libbra = 20 scellini (detti shilling)
1 scellino = 12 pence (plurale di penny)

EVOLUZIONE SUCCESSIVA DEL SISTEMA BRITANNICO

Verso la metà del XIII sec. (1257) il Re Enrico III introdusse il Gold penny, una moneta d’oro che aveva un peso di 2,9 g e un valore equivalente a 20 volte un penny; per la precisione furono battute 37.280 monete d’oro equivalenti a 466 marchi inglesi (1 marco equivalente a 233,275 g); tale moneta ebbe scarso uso e fu, in un secondo momento, abbandonata. Successivamente nel 1279 Edoardo I introdusse dei sottomultipli e dei multipli della libbra che furono definiti:

-halfpenny (mezzo penny cioè 1 / 2 penny)

-farthing (1/ 4 di penny)

-groat (“grande” equivalente a 4 pence, cioè 4 volte un penny)

Tra il 1343 e il 1344 Edoardo III d’Inghilterra introdusse

-il Florin, una moneta d’oro equivalente al Fiorino battuto a Firenze fin dal 1252; fu utilizzata solo per un breve periodo in quanto il contenuto di oro fino non era in linea con le richieste

-il Noble, una moneta d’oro che aveva inizialmente aveva un peso di 9 g. Il valore del Noble fu fissato nominalmente in 80 pence, equivalente a
-6 scellini (cioè 6 x 12 pence = 72)
-8 pence
Cioè 72 + 8 = 80 pence, equivalente a 1/ 3 di un pound

Successivamente al 1344 furono introdotte ulteriori coniazioni del Noble in cui si ridusse leggermente il peso; in particolare la seconda coniazione fu fatta nel 1346 con una moneta da 8,3 g e nel periodo compreso fra il 1346 e il 1351 fu coniata una terza moneta da 7,8 g; con i successori di Edoardo III furono effettuate nuove coniazioni del Noble che continuarono in tutto il XV secolo con diverse variazioni più o meno minime nel peso complessivo della moneta. Il Noble d’oro fu coniato per l’ultima volta durante il regno di Edoardo IV (1461 – 1470); infatti essendo già da molti anni cresciuto il prezzo dell’oro il Re decise di cambiare il valore nominale della moneta portandolo da 80 a 100 pence, essendo formata da
-8 shilling (cioè 8 scellini x 12 pence = 96 pence)
-4 pence (cioè 4 volte un penny)

Nel 1465 il Re Edoardo IV introdusse una nuova moneta d’oro che fu definita Ryal (o Rose Noble). Il nome della moneta fu dato dalla presenza del simbolo della rosa bianca che era lo stemma della casata degli York. Il Rose Noble era equivalente a

-10 shilling (10 scellini cioè 10 x 12 = 120 pence) che aveva un peso di 7,8 g
Il Ryal fu coniato con due sottomultipli

-uno da 1 / 2 di Ryal

-uno da 1 / 4 di Ryal

Nello stesso periodo furono introdotte anche un’altra moneta d’oro come l’Angel che fu di uso comune tra i cittadini (equivalente a 6 scellini e 8 pence, cioè equivalente a 80 pence, per un peso di 5,184 g); l’Angel aveva a sua volta un sottomultiplo pari a 1 / 2 Angel equivalente a 3 scellini e 4 pence.
Nel 1489 il Re d’Inghilterra Enrico VII fece coniare la prima moneta d’oro corrispondente a 1 pound e fu denominata Gold Sovereign (Sovrana) o semplicemente Sovereign. Questa fu la moneta conosciuta, anche con il termine Sterlina d’oro; le principali caratteristiche della Sovrana erano le seguenti:

-era coniata in oro 23 carati equivalente ad un fino d’oro di 960 / 1.000 (96%)

-pesava 240 grani equivalente a 1 / 2 di oncia troy (cioè circa 15,56 g) con un contenuto di fino equivalente a 14,976 g di oro

-il valore nominale della Sterlina d’oro/Sovereign era equivalente a 20 scellini (20 shilling)
La denominazione della Sterlina d’oro in termini di Gold Sovereign derivò dal ritratto del Re seduto sul trono sulla faccia della moneta.

Oltre alla moneta Sovrana come unità monetaria furono coniate

-una moneta da 10 scellini (10 shilling) equivalente a 1 / 2 Sovrana
-una moneta da 2 Sterline (Doppia Sovrana)
-una moneta da 5 Sterline (Quintupla Sovrana)

E inoltre rimasero in uso le monete che rappresentavano sottomultipli o frazioni per garantire i pagamenti minuti.

Successivamente i monarchi inglesi modificarono gli standard dei sistemi monetari; in particolare:

-Re Enrico VIII portò lo standard di fino a 22 carati equivalente ad un titolo di 920 / 1.000 (cioè 92% di oro puro) e questo standard restò in vigore fino all’introduzione del Gold Standard

A causa delle alterne vicende politiche riguardanti la Corona Britannica la coniazione della Sterlina d’oro Sovrana fu interrotta nel 1604 e fu sostituita da una nuova moneta che fu denominata Unite e fu coniata dal Re Giacomo VI di Scozia che ascese al trono d’Inghilterra con il nome di Giacomo I d’Inghilterra; la Sterlina Unite presentava le seguenti caratteristiche:

-una Sterlina Unite aveva un valore nominale che equivaleva a 20 scellini (shilling)

-il titolo equivaleva a 22 carati circa ed era tagliata a 33 1/ 2 per Libbra (1 Libbra = 373,24 g)

Durante il regno di Giacomo I l’aumento della quotazione dell’oro portò il Re a modificare gli standard della Unite che nel 1612 fu portata ad un valore equivalente di 22 scellini. La coniazione della Unite continuò nel Regno di Inghilterra (con la Sovrana sospesa dal 1604) e durante lo stesso regno di Giacomo I fu coniata una nuova moneta che fu denominata Laurel con un valore sempre pari a 20 scellini; la coniazione continuò fino al 1663 quando fu sostituita dalla Ghinea.

Nel febbraio 1663 il Re d’Inghilterra Carlo II fece coniare una nuova moneta che fu definita Ghinea dal nome della regione africana (Guinea) da cui proveniva la maggiore quantità di oro impiegata nella coniazione delle monete. La Ghinea presentava le seguenti caratteristiche:

-il valore nominale di una ghinea era equivalente a 20 shilling (20 scellini), cioè equivaleva a 1 pound

-la ghinea aveva inizialmente un peso pari a 129,4 grani; essendo il grano corrispondente a 0,06479891 g ogni ghinea aveva un peso complessivo pari a
129,4 x 0,06479891 = 8,38 g circa

-il titolo era di 11/12 equivalente 916,66/1.000 di oro fino. Inizialmente, quindi, essendo il titolo di 916,66 millesimi la quantità di oro fino in ogni moneta era pari a

8,38 x (916,66 / 1.000) = 7,68 g circa

Furono coniate diverse versioni nel corso degli anni ma nel 1680 a causa dell’aumento dei prezzi dell’oro il valore della Ghinea fu ricalcolato a 22 scellini e il contenuto medio di oro fu portato a 910 / 1.000; col passare dei decenni fu ridotto anche il diametro delle monete e la coniazione continuo nei regni della Regina Anna, Re Giorgio I, Re Giorgio II e Re Giorgio III. Nel corso del XVIII secolo tuttavia gli inglesi posero in essere una vera e propria riforma dei sistemi monetari con l’abbandono dell’impiego dell’argento per indicare l’unità monetaria e il progressivo impiego della moneta aurea che portò all’applicazione del sistema definito Gold Standard che divenne il sistema monetario ufficiale a partire dal 1821, al termine delle guerre napoleoniche. Nel 1816 cessò la coniazione della Ghinea che fu sostituita dal ritorno della Sovrana e l’applicazione del nuovo sistema monetario.

FRANCO FRANCESE: L’ORIGINE DEL FRANCO – LA MONETAZIONE CAROLINGIA

All’inizio dell’epoca medievale, dopo la fine del sistema monetario romano, i regni franchi attuarono una importante riforma monetaria che iniziò sotto il Regno di Pipino il Breve (intorno al 750 d.C.) e che fu completata da Carlo Magno. Il sistema monetario introdotto da Pipino e Carlo Magno era un sistema fondato su un sistema monometallico argenteo che presentava le seguenti caratteristiche:
-l’unità monetaria era basata su 1 libbra (libra) carolingia (non più quella romana) equivalente a circa 404 – 409 g, per la precisione era posta pari a circa 406,4256 +/- 2,4 g; dalla Libbra si ottenne il termine Lira (Livre); la definizione di unità monetaria assunse la sua denominazione definitiva in Livre tournois prendendo il nome da Tours dove era coniato il denaro (denier) a partire dall’inizio del XIII secolo
-da 1 libbra si ottenevano 240 monete d’argento del peso di circa 1,3 g con un titolo all’incirca pari a 950 / 1.000; per una libbra considerata all’incirca equivalente a 410 g il contenuto di argento era all’incirca pari a 390 g di fino (il titolo è dato da 390 / 410 x 1000 = 951,21 circa 950 / 1.000)
-l’unità monetaria fu definita Denaro (Denier in lingua francese) che divenne quindi l’equivalente di 1 / 240 di libbra; il Denaro quindi divenne la base monetaria carolingia;
-come multiplo del Denaro fu istituito il soldo (in lingua francese sol e sous al plurale) tale che 1 Soldo = 12 Denari; quindi il Soldo = 1/20 di Lira; le autorità carolingie e successivamente francesi non coniarono per molto tempo né il Soldo né la Lira che rimasero solo come unità di conto
Nel periodo degli Ottoni (960 – 983) le autorità modificarono la composizione del Denaro in termini di peso e fino; l’unità di conto rimase 1 Lira = 240 Denari ma il peso complessivo di ogni moneta passò da 410 g a 330 e il fino scese da 390 g a 275 g (con un titolo all’incirca pari a 833 / 1.000).
Nei secoli successivi in Francia furono coniate altre monete dettate dalle necessità commerciali e per garantire i pagamenti delle transazioni. In particolare
nel 1266 sotto il Regno di Luigi IX fu coniato lo Scudo d’oro (Écu d’or); lo Scudo d’oro presentava le seguenti caratteristiche:
-il peso della moneta era di 4,19 g e aveva un titolo di 999,99 / 1.000 (24 Kt); gli studiosi hanno ritenuto che essendo l’unità monetaria pari alla libbra corrispondente a circa 404 – 409 g di argento il rapporto tra lo scudo d’oro e l’unità argentea fosse ovviamente 1:100 (cioè circa 409 : 100 = 4,09 g cioè all’incirca corrispondente a 4,19 g); questa ipotesi non è stata però confermata in sede di indagine storica; dello scudo d’oro di primo conio ne furono effettuate poche emissioni e si ritiene che successivamente l’oro sia stato fuso per nuove coniazioni. In questo periodo lo scudo d’oro fu affiancato da un’altra importante moneta come il fiorino (coniato a Firenze) che aveva un peso di 3,52 g
Successivamente sotto il Regno di Filippo VI di Valois nel 1336 fu effettuata una nuova emissione dello scudo d’oro (definito écu d’or à la chaise); la nuova emissione del 1336 presentava le seguenti caratteristiche
-lo scudo d’oro manteneva lo stesso peso di quello precedente equivalente a 4,53 g ma il titolo era ridotto da 24 Kt a 21 Kt (cioè da un titolo di 999,99 / 1.000 a 875 / 1.000 circa); equivaleva a 25 soldi (sous)
Sotto il Regno di Carlo VI nel 1384 fu coniato un nuovo scudo con i seguenti parametri:
-1 scudo d’oro = 22 sol e 6 denier con titolo pari a 24 kt ma con un peso totale ridotto da 4,08 g a 3,82 g; con ulteriori emissioni fino al 1420 il titolo scese a 23 kt per poi risalire a 24 kt in emissioni successive
Nei decenni successivi lo scudo d’oro fu coniato ancora da diversi sovrani:
-nel 1436 fu coniato il Nuovo scudo (ècu neuf) che aveva un valore equivalente di 2£ 5s con un titolo iniziale di 24 kt e un peso totale di 3,49 g che poi scese a 3,44
-nel 1475 fu coniato da Luigi XI l’écu au soleil con l’immagine del sole sulla corona con un titolo di 23 kt 1 / 3 con un valore di 33 sol
Ulteriori coniazioni furono effettuate successivamente e nel XVII secolo lo scudo fu coniato in argento; in particolare lo Scudo d’argento fu introdotto da Luigi XIII nel 1640
-lo scudo d’argento (écu d’argent) era una moneta di grande dimensione con un peso di 27,49 g con un valore nominale pari a 3£ tournois; nello stesso periodo fu coniata una moneta sottomultiplo equivalente a 1 / 12 di scudo che aveva un peso di circa 2,26 g circa; ulteriori sottomultipli coniati successivamente furono le monete da 1/ 2 scudo e da 1 / 4 di scudo.
Durante il Regno di Luigi XIII il governo francese cessò la coniazione del Franco nel 1641 e il sistema monetario fu riorganizzato con la coniazione di 3 tipologie di monete:
1) -una moneta d’oro definita Luigi d’oro del peso di 6,75 g. Della moneta d’oro furono realizzate frazioni e multipli
-doppio luigi d’oro
-mezzo luigi d’oro

2) -una moneta d’argento definita écu d’argent di cui furono realizzate frazioni del tipo
-mezzo scudo d’argento
-un quarto di scudo d’argento
-un dodicesimo di scudo d’argento

3) -una moneta di bronzo (lega di rame e stagno) definita Liard per i piccoli pagamenti di uso popolare
In questo sistema il Luigi d’oro e lo Scudo d’argento fluttuavano tra di loro, cioè il loro valore espresso in lire tornesi variava tra le 5 e 6 lire e tale situazione continuò all’incirca fino all’inizio del ‘700. A partire dal 1701 il governo francese cominciò a produrre carta moneta che era emessa in livre tournois (lire tornesi) ma a partire dal 1726, sotto il Regno di Luigi XV, fu approvata una nuova riforma che determinò una nuova sistemazione del sistema monetario; il nuovo sistema monetario era formato da:
-Luigi d’oro = 24 lire
-mezzo Luigi d’oro = 12 lire
-doppio Luigi d’oro = 48 lire
-Scudo d’argento = 6 lire
-mezzo Scudo d’argento = 60 soldi
-un quarto di Scudo d’argento = 30 soldi
-un ottavo di Scudo d’argento = 15 soldi
-monete di rame di 1 e 2 soldi e da 6 e 3 denari (detti Liard)
In questo sistema 8 once di oro furono fissate a 740 lire e 9 soldi cioè 740 + 9/20 mentre 8 once d’argento furono fissate a 51 lire, 2 soldi e 3 denari cioè 51 + 2/20 + 3/240; per cui il rapporto oro/argento fu fissato a 740,45 / 51,1125 = 14,48667156 con un tasso di conversione arrotondato a 14,487 a 1. In questo periodo fu reintrodotto, con scarso successo, anche l’uso della carta moneta. Questo sistema rimase in vigore fino all’avvento della rivoluzione francese, quando dopo la caduta di Luigi XVI fu introdotto nel 1795 il Franco germinale

IL FRANCO GERMINALE
La nuova moneta introdotta durante l’applicazione del nuovo calendario rivoluzionario fu il Franco germinale che sostituì la Lira tornese; con la legge del 18 germinale dell’anno III (8 aprile 1795) fu introdotto il Franco (da cui il termine germinale) che divenne la nuova unità monetaria. Il Franco venne posto pari a 5 g di argento fino e la normativa introdusse il sistema decimale, per cui il Franco fu diviso in
-10 decimi
-100 centesimi
Nel 1796 fu approvata una nuova normativa che prevedeva l’equivalenza Franco – Lira tornese che fu posto pari 1 a 1;
-la Lira tornese era posta pari a 4,50516 g d’argento
-il Franco germinale fu posto pari a 4,50 g d’argento
Quindi vi era una lieve differenza nei rapporti di cambio ma la normativa previde che un pezzo da 5 lire fosse cambiato con 5 franchi. Per garantire la parità poiché nel tempo le monete si erano usurate, fu stabilita la coniazione del Franco con monete da 5 g di argento con un titolo pari a 900/1.000, cioè equivalente a 4,50 di argento fino.
Nel 1800 fu costituita la Banque de France (Banca di Francia) con la finalità di regolare il mercato dello sconto e del credito e di regolare il funzionamento del nuovo sistema monetario e successivamente nel 1803 fu istituito il sistema monetario bimetallico e alla Banca di Francia fu attribuito il potere di emissione. Il nuovo sistema fu basato sulle seguenti caratteristiche:
-1 Franco = 100 centesimi
-sistema monetario bimetallico composto da monete d’oro e d’argento
-1 franco = 4,5 g di argento
-1 franco = 0,29025 g di oro
-il rapporto di cambio oro/argento fu posto pari a 4,5 / 0,29025 = 15,50387597 equivalente a circa 15,5 g d’argento per 1 g di oro
In questo periodo il nuovo sistema fu basato su
-moneta da 5 franchi in argento
-moneta da ½ franco d’argento
-moneta da ¼ di franco d’argento
-moneta da 20 franchi d’oro
-moneta da 40 franchi d’oro

Tale coniazione proseguì dopo la caduta di Napoleone e col passare del tempo il sistema bimetallico determinò alcuni problemi di instabilità nel sistema monetario; a causa della forte variazione dei prezzi dell’oro e dell’argento cambiò il rapporto di equivalenza oro/argento e le autorità francesi furono costrette a modificare il contenuto di argento nelle monete di piccolo taglio (¼, ½, 1 e 2 franchi) portando il contenuto di fino da 900/1.000 a 835/1000. Infine la Francia aderì nel 1865 all’Unione Monetaria Latina.

LA PESETA SPAGNOLA: LA MONETAZIONE ISPANICA DALL’ANTICHITA’ ALL’EPOCA MODERNA

Dopo la caduta dell’impero romano e l’avvento dei regni romano barbarici la penisola iberica fu invasa dai Visigoti che dominarono il quadro geopolitico a partire dal V secolo d.C., scontrandosi con i Franchi. In questo periodo i Visigoti coniarono monete di rame che si fondavano sul sistema monetario romano, per cui furono coniati solidi e tremissi di rame. A partire dal 580 d.C. fino al 710 d.C. cominciarono a coniare monete in proprio; in particolare il sistema ispanico in questo periodo fu basato solo sulla coniazione di tremissi e il solido fu abbandonato. In questo periodo le monete visigote avevano un contenuto in oro che andò diminuendo nel tempo e dopo il 710 la penisola iberica cadde sotto la dominazione araba; durante l’epoca della formazione dei regni cristiani e la Riconquista, i vari stati cristiani cominciarono a costituire nuovi sistemi monetari necessari per garantire il funzionamento delle nascenti economie medievali.
A partire dall’inizio dell’XI secolo durante il regno di Sancho III (che aveva unificato i vari territori della penisola) fu emesso per la prima volta il Dinero, una moneta in lega definita biglione, formata da argento e rame (e in alcuni casi con l’impiego anche di oro). Il Dinero fu costituito sulla base del denier francese, in cui la lira (livre) fu divisa in 20 soldi e 240 denari (denier); quindi inizialmente presentava gli stessi parametri monetari francesi. L’emissione del Dinero continuò nei secoli successivi anche se man mano fu sostituito da altre monete. Verso la fine dell’XI secolo la dinastia degli Almoravidi fu emessa una moneta d’oro che fu definita Marabotino (conosciuta anche sotto altre denominazioni) che fu utilizzata nei territori spagnoli sotto la dominazione araba. All’incirca nello stesso periodo gli stati cristiani cominciarono a coniare una moneta d’oro che fu definita Maravedì del peso di circa 3,8 g; tra i primi sovrani a coniare il Maravedì vi fu Alfonso VI di Leon nel 1085. Successivamente l’emissione di monete auree spagnole continuò con i sovrani che si susseguirono tra cui si possono ricordare
-Alfonso VIII di Castiglia a partire dal 1172
-Ferdinando II di Leon tra il 1157 e il 1188
-Alfonso X di Castiglia che tra il 1252 e il 1284 fece coniare una moneta di biglione del valore di 1/60 del Marabotino d’oro, che fu chiamata Maravedì blanco
-Alfonso XI di Castiglia tra il 1312 e il 1350 e i suoi successori introdussero una nuova moneta che fu denominata Real (Reale). Il Real era equivalente a 31 maravedì
-Ferdinando II di Aragona fece coniare per la prima volta a partire dal 1492 il ducato d’oro che fu denominato Excelente, di cui furono coniate monete di diverso taglio
1) l’Excelente da 3,5 g
2) il mezzo Excelente da 1,75
3) il doppio Excelente da 7 g
Durante il regno di Ferdinando d’Aragona e Isabella fu ampliata la riforma monetaria modificando anche il Real precedentemente introdotto nel XIV secolo. Il Real fu fissato in misura corrispondente a 34 maravedì. Nel 1497 fu emesso il Real da otto (detto peso de ocho cioè pezzo da otto, equivalente a 8 Real) che era una moneta d’argento del peso di 1 oncia (27,4 g) con un fino di 900 / 1.000; le coniazioni del Real con opportune modifiche continuarono anche nel periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo passando a lega in biglione
-la Regina d’Aragona e il figlio Carlo V fecero coniare a partire dal 1537 una nuova moneta che fu denominata pistola (da piastola, piastra) o doblone che era una moneta d’oro 22 carati (cioè 916/1.000) e un peso di 3,40 g circa; questa moneta aveva il valore di un doppio scudo e in questo periodo i regnanti di Spagna cominciarono a coniare le monete con l’oro e l’argento importato dalle nuove colonie americane
Successivamente la Corona Spagnola, a partire dalla prima metà del XVIII secolo, decise la coniazione di monete d’oro nelle colonie americane, e le monete furono battute in tutta l’America latina e centrale. La moneta principale che fu coniata in questo periodo fu il Real coloniale equivalente al Real spagnolo e in questo periodo furono emessi anche scudi d’oro corrispondenti a 16 reales. Il pezzo da 8 Reali d’argento divenne in quel periodo uno standard internazionale per il regolamento delle transazioni commerciali e assunse anche la denominazione di dollaro spagnolo. In particolare le monete coloniali emesse a partire dal 1732 e fino al 1773 furono:
-taglio da 8 real
-taglio da 4 real
-taglio da 2 real
-taglio da 1 real
-taglio da ½ real
Esso contribuì successivamente alla nascita delle valute moderne come il Dollaro statunitense. Infine, verso la metà dell’800, la Corono spagnola decise di introdurre la suddivisione centesimale della moneta introducendo una nuova moneta che fu denominata Peseta spagnola. La peseta era suddivisa in 100 céntimos (100 centesimi) e corrispondeva a 4 reales; quando nel 1865 fu istituita l’Unione monetaria latina la Spagna fece richiesta di adesione e vi aderì nel 1868, fissando la peseta come unità monetaria a 4,5 g d’argento e 0,290322 g d’oro.

IL MARCO TEDESCO: LA MONETAZIONE TEDESCA DAL MEDIOEVO ALL’EPOCA MODERNA

Con l’inizio della monetazione medievale, dopo la caduta dell’impero romano e la nascita dei regni romano barbarci e, successivamente, l’avvento del Sacro Romano Impero iniziò la coniazione di monete metalliche (oro, argento, biglione, bronzo, rame ecc.) di maggiore o minore valore e di diversi tagli; con l’introduzione della libbra da cui nacque la livre come unità monetaria utilizzata nella riforma voluta da Carlo Magno nell’VIII sec., anche nei regni germanici cominciarono ad essere coniate diverse monete. Le diverse realtà geopolitiche che si vennero a creare col passare dei secoli, con la maggiore o minore espansione del Sacro Romano Impero e il successivo sviluppo dell’Impero Asburgico, portarono all’emissione di decine di tipologie di monete “locali” che solo in determinati periodi di tempo furono diffuse su ampi territori ma che generalmente restavano monete ad uso locale; tra queste si possono ricordare quelle che ebbero una maggiore diffusione:
-il pfennig fu una moneta d’argento molto importante che cominciò ad essere coniata a partire dal IX sec. d.C. (800 d.C.). Il pfennig prendeva origine dal penny britannico equivalente a 1/24 di un’oncia troy (circa 1,30 g) e al denier francese. Fu battuta durante tutto il medioevo giungendo fino all’epoca moderna; in particolare durante il Regno degli Ottoni, a partire dalla seconda metà del X secolo, furono battuti pfennig definiti Sachsenpfennig che si diffusero in tutta la zona della Sassonia
-i bratteati (monete molto sottili) furono battute a partire dal 1170 fino al 1300 e avevano un contenuto di argento di circa 1 g (con 253 g di argento si battevano circa 244-246 pfennig) ma successivamente il peso scese a circa 0,8 g
-il groschen fu una moneta di argento di grosso taglio che cominciò ad essere coniata a partire dal 1271 dal Conte Mainardo II e il suo valore oscillava da 2 denari fino a 12 pfennig; era una moneta di peso superiore alle precedenti monete e a partire dalla fine del XV secolo furono emessi con il termine di Guldiner nella zona del Tirolo (chiamato anche Guldengroschen); il suo peso era pari approssimativamente a circa 32 g con un contenuto di fino pari a 937,5 /1.000 (circa 29,9 g d’argento)
-il rappen fu una moneta d’argento con un taglio di bassa qualità che fu coniata a partire dal XIII secolo, di cui si hanno alcune coniazioni già nel 1290. Nel 1377 fu coniato da una Lega di diversi principati e si diffuse anche in Alsazia e in Svizzera
-l’heller o haller fu una moneta che si diffuse negli stati tedeschi verso la prima metà del XIV secolo (1330) e fu coniato per la prima volta dall’imperatore Federico Barbarossa. In termini di unità monetaria per l’heller valevano i seguenti parametri:
1 heller = ½ pfennig
8 heller = 4 pfennig
Vi fuono anche altre versioni di questa moneta che si diffusero in Svizzera
-il witte fu una moneta in lega di biglione (argento e rame) che si diffuse a partire dal 1330 nella zona di Lubecca e poi fu coniata anche in altre località tedesche. Il suo valore era equivalente a 4 pfennig e ne furono coniati diversi tipi che si diffusero anche in Danimarca e Norvegia
-il weiβpfenig fu una moneta coniata per la prima volta nel 1372 dall’Arcivescovo di Treviri e di Colonia con un contenuto ottimo di argento (>900/1.000) e si diffuse per le transazioni commerciali comune; la sua coniazione continuò nei secoli successivi fino all’epoca moderna
-il dreiling fu una moneta d’argento emessa a partire dal 1374 a Lubecca (e successivamente ad Amburgo) equivalente a 3 pfennig; ne furono battute anche alcune emissioni in rame di valore equivalente a 1,5 pfennig e le coniazioni continuarono ancora nel XVI sec.
-il fiorino renano fu una moneta d’oro molto importante che fu coniata nella regione del Reno a partire dal 1386 per volontà dei vescovi elettori di Colonia, Treviri e Magonza e del principe elettore del Palatinato. Il titolo del fiorino renano era equivalente a 4 lire (livre tournois). Divenne una delle monete più importanti per gli scambi commerciali tra le zone della Germania occidentale e il resto dell’Europa e la sua coniazione continuò fino al XVI secolo
-il plappart (o plapparte) fu coniato a partire dal 1388 a Costanza ed era equivalente nella monetazione di Basilea a 12 pfennig; inizialmente aveva un peso di 1,62 g circa con un contenuto d’argento di circa 933/1.000 (circa 1,52 g) ma nei secoli successivi il contenuto fino di argento fu svalutato a 1 g
-l’horngoschen fu una moneta d’argento battuta a partire dal 1465 in Sassonia del peso compreso fra 1,33 e 2,92 g; l’horngroschen equivaleva a 9 pfennig e continuò ad essere coniato durante il principato di Alberto di Sassonia
-il guldengroschen fu una moneta d’argento coniata a partire dal 1486 sotto il principato di Sigismondo d’Austria ed equivalente a 60 kreuzer; la moneta pesava all’incirca 31,23 g e aveva un contenuto d’argento pari a 937/1.000 e si diffuse nei territori tedeschi che erano limitrofi all’attuale Austria
-il tallero (thaler) fu una moneta d’argento di grande modulo che fu coniata a partire dal 1516 per volontà dei Conti di Schlick (nell’attuale Rep. Ceca) e che fu inizialmente definito joachimstaler (la denominazione faceva riferimento alla zona in cui era estratto l’argento per la coniazione); presentava, inizialmente, le caratteristiche nominative del guldengroschen e aveva un peso variabile tra i 28 e i 31 g. La coniazione del tallero continuò per circa quattro secoli e ne furono emessi diversi tagli con differenti tipologie di denominazione in varie zone del nord Europa. Divenne, in questo periodo, una tra le principali monete impiegate nel regolamento degli scambi commerciali nel Vecchio Continente. All’interno del Sacro Romano Impero nel 1566 il tallero (attraverso l’emissione del Reichstaler) divenne l’unità monetaria di riferimento per garantire l’uniformità del sistema monetario e fu posto pari a 1/9 del marco di Colonia, equivalente a 25,984 g di argento con un taglio pari a 888,89/1.000 su un peso complessivo di circa 29,2 g (quindi la quantià di fino risultò inferiore rispetto al passato). Il tallero si espanse e divenne una valuta di largo uso in Svezia mentre in Germania continuò a circolare fino all’inizio del XX secolo e ne furono coniati diversi tipi (tallero del Baden, Meclemburgo, Assia-Kassel, Hannover, Sassonia, Vestfalia, Brema, Coburgo e tallero prussiano).
Intorno alla metà del ‘700 le autorità istituzionali del Sacro Romano Impero attuarono una nuova riforma dei sistemi monetari che derivò dalla necessità di coniare nuove monete a causa dell’usura fisica delle vecchie monete in circolazione e del fabbisogno sempre crescente di argento che cominciava a scarseggiare, obbligando le autorità monetarie a coniare monete con un contenuto sempre minore di metallo argenteo. Le autorità deliberarono quindi di coniare un nuovo tallero che fu definito konventiontaler, che fu fissato a 1/10 del marco di colonia, corrispondente a 23,39 g d’argento circa. In termini nominali corrispondeva a 2 gulden (fiorini) e fu utilizzato a partire dal 1750 in Austria e nel 1760 nei territori della Germania meridionale. Il konventiontaler continuò ad essere coniato fino alla metà dell’800 quando fu sostituito dal tallero prussiano.
Nel XIX secolo andava delineandosi la struttura dei sistemi monetari moderni che avrebbero caratterizzato l’impero tedesco per cui furono in uso le seguenti monete
-il marco di Amburgo fu la moneta d’argento utilizzata nella zona di Amburgo fino al 1873. In termini nominali il marco di Amburgo era suddiviso in 16 schilling e ogni schilling in 12 pfennig, per cui il marco era equivalente a 192 pfennig. Il marco di Amburgo equivaleva a 1/34 del marco di Colonia per cui era equivalente a 6,88 g d’argento e fu sostituito dal Goldmark
-il tallero prussiano fu la moneta d’argento in uso nella Prussia tra il 1750 e il 1857. Il tallero prussiano non era esattamente equivalente al reichstaler poiché era equivalente a 1/14 del marco di Colonia, cioè corrispondeva a circa 16,7 g d’argento. Nella monetazione prussiana era suddiviso in 3 polish gulden ognuno equivalente a 30 groschen o 90 schilling. Dopo un secolo fu sostituito nel 1857 dal vereinsthaler che divenne lo standard in tutta la Germania
-il vereinsthaler fu l’ultima tipologia di tallero che fu coniata nei territori teutonici prima dell’avvento del goldmark. Fu introdotto nel 1857 dopo l’approvazione del Trattato di Dresda del 1838 che fissò il doppio tallero corrispondente a 3 gulden; con la nuova base monetaria 7 doppi talleri erano corrispondente ad un marco d’argento (cioè 233,856 g d’argento); al trattato aderirono Prussia, Sassonia, Assia – Kassel, Turingia, Anhalt, Oldenburg, Braunschweig e Hannover. Successivamente aderì anche l’Austria nel 1857, anno in cui divenne moneta ufficiale dell’Unione monetaria e fu fissata ad un valore equivalente a una libbra d’argento (circa 500 g); con una libbra venivano coniate 30 monete d’argento che avevano un fino di circa 16,66 g d’argento con un titolo di 900/1.000
Il vareinsthaler rimase in vigore dal 1857 in tutto lo zollverein (Unione doganale tedesca) fino al 1873 quando entrò in vigore il goldmark legato al nuovo Gold Standard. Nel periodo compreso tra la metà dell’800 e il 1870 vi furono importanti riforme dei sistemi monetari dei paesi europei che permisero di avviare le economie monetarie moderne attraverso l’armonizzazione e la standardizzazione dei sistemi monetari stessi.

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