I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (terza parte)

LA MONETA E I SISTEMI MONETARI

Nell’epoca preistorica e nelle prime fasi delle epoche storiche la moneta non esisteva; non appena gli uomini cominciarono a vivere in comunità organizzate, i bisogni fondamentali venivano soddisfatti attraverso il baratto, cioè lo scambio di beni prodotti dalle varie comunità per soddisfare i bisogni delle varie comunità.
Il baratto, essendo caratterizzato dallo scambio di beni, presentava indubbi inconvenienti:

-era necessario che i bisogni degli agenti fossero correlativi (cioè chi possedeva una pecora da scambiare e aveva bisogno di grano, doveva trovare qualcuno che aveva bisogno di una pecora ed era disposto a cedere grano)

-il valore attribuito ai beni doveva essere riconosciuto da tutti gli agenti (cioè per esempio dovevano essere d’accordo che per dare una pecora in cambio occorreva ricevere 20 kg di grano ecc.)

-se i beni non presentavano uguale valore dovevano essere divisibili

Gli inconvenienti evidenti del baratto spinsero gli agenti a trovare un bene che potesse svolgere la funzione di intermediario negli scambi, cioè una merce da usare come controvalore dei beni. Si sviluppò così l’idea di merce – moneta che diede avvio alla moneta

DEFINIZIONE DI MONETA

La moneta è un mezzo intermediario degli scambi, che ha potere liberatorio illimitato, che svolge anche la funzione di misuratore dei valori e ne permette il trasferimento nel tempo e nello spazio.

La moneta presenta alcune peculiarità che possono essere così classificate:

-è un bene che può essere usato come intermediario negli scambi

-è “metro” di misurazione dei valori dei beni che per mezzo della moneta sono confrontabili

-è mezzo legale di pagamento, grazie al potere liberatorio riconosciuto dalle normative giuridiche

-è mezzo di trasferimento dei valori nello spazio (da un luogo all’altro)

-è mezzo di trasferimento dei valori nel tempo (può essere utilizzata in diversi momenti temporali)

L’EVOLUZIONE STORICA DELLA MONETA

 

In epoca storica, a partire dallo sviluppo delle prime grandi civiltà, la moneta subì un’importante evoluzione passando dall’uso di animali (pecore) fino all’uso di pelli, pesce essiccato, sale, grano ecc., per poi passare gradualmente all’uso di metalli come ferro, rame, bronzo giungendo infine ai metalli preziosi (oro e argento).
Con la moneta aurea e argentea si raggiunse il massimo grado di alcune importanti caratteristiche che deve presentare il mezzo di pagamento tra cui si possono ricordare:

-l’inalterabilità e l’omogeneità

-la divisibilità in termini di valore e in senso materiale

-l’elevato valore specifico

-la facilità di trasferimento

L’introduzione della coniazione delle monete metalliche è stata fatta risalire a partire sicuramente dal VII secolo a.C. in Lidia (attuale Turchia); i Lidi, inizialmente, impiegarono una lega definita Elettro, che era costituita da oro e argento e successivamente passarono alla coniazione di monete d’oro o di argento, a causa anche delle continue variazioni del quantitativo di fino nelle singole monete.

Fig. 1 monete coniate dai Lidi VII sec. a.C.

 

Fig. 2 monete coniate dai Lidi VII sec. a.C.

 

Successivamente la coniazione di monete fu effettuata nella regione ispanica da parte di Fenici e Greci nelle rispettive colonie di cui si possono ricordare

-Emporiai che coniò tre tipologie di monete (Triemiobolo, Obolo e Dracma tra il IV e il III sec. a.C.);

Fig. 3 moneta di Emporiai IV-III sec. a.C.

 

-Gades (Cadice) in cui furono coniate due tipologie di monete (Dracma e Emidracma III sec. a.C.)

Fig. 4 moneta di Gades III – II sec. a.C.

 

-Rhoda in cui fu coniata una moneta (Dracma intorno al III sec. a.C.)

-Ebusus (Ibiza) in cui furono coniate due tipologie di monete (Didracme e Emidracme d’argento intorno al III sec. a.C.)

Fig. 5 moneta di Ebusus III sec. a.C.

 

– successivamente la pratica di coniare monete metalliche standardizzate in forma circolare si estese a tutti gli altri popoli del vicino oriente e ai romani intorno al IV sec. a.C. e ciò permise di cambiare radicalmente le caratteristiche degli scambi commerciali che divennero scambi fondati sull’uso della moneta. In particolare i romani coniarono diverse monete, creando un sistema monetario complesso

-in una prima fase della Repubblica Romana (intorno alla metà del V sec. a.C.) i romani facevano uso di lingotti di bronzo di diverso peso che venivano definiti aes signatum, che presentavano un marchio che garantiva l’origine e l’autenticità del lingotto

Fig. 6 Aes signatum romano V sec. a.C.

 

-in una seconda fase (III sec. a.C.)i romani coniarono la prima moneta con valore nominale equivalente a quello intrinseco che fu denominata aes grave; il peso dell’Aes era equivalente ad una libbra (327,46 g) e furono introdotti alcuni multipli (dupondio, tripondio e decusse) e frazioni (semisse, triente, quadrante, sestante e l’oncia)

Fig. 7 Aes grave romano III sec. a.C.

 

-successivamente i romani coniarono monete in stile greco tra cui la Dridracma con sue frazioni e in seguito si costituì un vero e proprio sistema monetario fondato sul denario che aveva come frazioni sesterzio, dupondio, asse, semisse, triente, quadrante, quincunx, oncia; il sistema romano ebbe la sua definitiva configurazione in epoca imperiale fondata sull’Aureo le cui frazioni erano quinario d’oro, denario, quinario d’argento, sesterzio, dupondio, asse, semis, quadrante.

Fig. 8 Dridracma romana III sec. a.C

 

Fig. 9 Denario romano II sec. a.C.

 

Fig. 10 Sesterzio romano epoca di Nerone I sec.

 

Fig. 11 Aureo romano con l’effigie di Nerone I sec. d.C.

 

LE MONETE DI METALLO PREZIOSO: SPECIFICHE TECNICHE

Nel momento in cui gli Stati cominciarono a coniare monete di metallo prezioso, la scelta ricadde sui metalli preziosi più importanti; l’oro e l’argento, che erano opportunamente combinati con metalli non preziosi. Le monete dei vari Stati avevano dimensione circolare, di diverse dimensioni relative al diametro e circonferenza ed erano caratterizzate da alcuni elementi tecnici che possono essere classificati come di seguito:

– MATERIA (o FINO): indica il metallo “fino” di cui sono composte le monete, cioè la quantità di oro o argento contenuta nelle monete auree o argentee (in cui l’oro o l’argento sono combinati con altri metalli)

-PESO o GREZZO (peso totale della moneta cioè fino + lega)

-TITOLO che è il rapporto tra la materia e il peso, cioè il rapporto espresso in millesimi tra fino e grezzo

TITOLO = FINO / GREZZO

È importante precisare che sia per quanto riguarda il titolo che il peso era fissata una tolleranza di coniazione che riguardava un limite di variabilità per difetto del suo contenuto aureo o argenteo

-PIEDE: indica il numero di monete che si possono coniare con un kg di metallo fino; poiché ovviamente 1 kg di metallo prezioso equivale a 1.000 g dello stesso si ottiene

PIEDE = 1.000 / FINO

-TAGLIO: indica il numero di monete che si possono coniare con un kg di metallo grezzo; allo stesso modo si ottiene . Quindi il taglio è

TAGLIO = 1.000 / GREZZO

Vediamo un calcolo esemplificativo

Ipotizziamo che vi sia una moneta d’oro in un sistema monetario che abbia un peso complessivo (grezzo) di 5 g il cui titolo è 916/1.000, determinare il fino (o materia), il piede e il taglio

Soluzione

Dato che

GREZZO = 5 g

TITOLO = 916/1000

FINO = MATERIA = ?

PIEDE = ?

TAGLIO = ?

Per determinare il fino si può impostare la proporzione

1.000:916=5:x

da cui x = 5 • 916 / 1.000 = 4,58 g di oro fino

Per determinare il piede si applica la formula

PIEDE = 1.000 / 4,58 = 218,34 monete circa

cioè con 1.000 g di oro fino si possono coniare 218 monete circa sapendo che in ogni moneta vi sono 4,58 g di oro fino e restano non utilizzati 1,557 g di oro circa

Per determinare il taglio si applica la formula

TAGLIO = 1.000 / 5 = 200 monete

Cioè con 1.000 g di grezzo (fino + lega) si possono coniare 200 monete

 

Seguici su Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *