Computer Biologico – Il cervello letto tecnologicamente

Il cervello umano: unità centrale di interfaccia

Guardando all’essere umano come un “sistema dinamico” ci si accoge che spesso reagisce secondo soluzioni funzionali standard e persone diverse, quando sono sottoposte a stimoli uguali, tendono ad avere reazioni biomeccaniche e biologiche uguali grazie ad una summa di sensori e sottosistemi con caratteristiche che possiamo generalizzare come “standard” e che, come negli elaboratori veri e propri, si interfacciano con un’unità centrale chiamata Cervello: un vero e proprio computer biologico.

Esseri umani come elaboratori biologici

Se è così allora possiamo considerarci degli elaboratori a tutti gli effetti anche se  “biologici”, ecco quindi che i sistemi “tecnologici”, che l’uomo crea, possono, arrivando ad emulare alcuni dei processi eseguiti dal corpo umano, interfacciarsi con esso (e viceversa).

Per questo motivo sono nate nuove branche di studio quali la biotecnologia e la meccatronica in grado di fornire opportunità nuove sfruttando l’unione di biologia, elettronica, meccanica, fisiologia che arrivano a definire una linea di confine, non sempre netta, attorno alla quale la terra di nessuno mescola le capacità in modo spesso curioso.

Le emozioni a bassa corrente elettrica

E’ il caso, ad esempio, di come le “emozioni” possano attivare o disattivare bio-sistemi, grazie a reazioni chimiche che, in alcuni casi provocano la generazione di basse correnti elettriche, ma il più delle volte generano la produzione di molecole atte al trasferimento di informazioni che possono essere “lette” ed interpretate.

Ad oggi la loro interpretazione è legata a macro istruzioni composte da gruppi più o meno omogenei di quest’ultime, il loro standard comunicativo è lontano dallo standard fisico utilizzato dalla tecnologia, poichè la loro costituzione (o anche la forma a volte) dipende dalla miscela, mi si passi il termine, dei diversi componenti le stesse.

Per intenderci, una molecola ha una caretteristica più analogica che digitale e basta la variazione di un solo dei suoi componenti perchè questa possa cambiare radicalmente.

Per questo motivo occorre creare un sistema Bio-Tecnologico in grado di leggere ed utilizzare tutta la gamma di dati che possono essere legati alle caratteristiche  molecolari delle informazioni scambiate a livello biologico ed emozionale.

La funzione dei computer quantistici e l’affinità al computer biologico

I computer quantistici dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) fare proprio questo, anziche utilizzare due soli valori “0” ed “1”, analizzano il fatto che un sistema fisico “analogico” (o se vogliamo biologico) non può essere descritto singolarmente con valori predefiniti, ma solo come sovrapposizione di più “effetti” diversi che possono anche essere “generati” da sistemi separati ma correlati (entanglement).

Ora da buon tecnico, dire che un computer quantistico possa arrivare a catturare l’energia dalle emozioni o catturare i pensieri le reputo affermazioni un po’ azzardate, anche se, per quanto riguarda la seconda ipotesi, qualcosa potrebbe succedere.

Sempre sfruttando l’entanglement e la “lettura” di dati molecolari si potrebbe arrivare a leggere le idee, o meglio quella condizione a livello neuronale o sinaptico che viene generata quando una persona vede ad esempio una determinata immagine.

Possiamo supporre che esseri umani diversi alla vista di una stessa immagine precisa e standard tendano a generare lo stesso processo o le stesse informazioni a livello neuronale.

Il Metadato

Queste informazioni potrebbero essere le parti di una struttura “univoca” che rappresenta l’immagine osservata,  se le stesse informazioni venissero rintracciate in un altro essere umano si potrebbe tranquillamente dire che a questo secondo soggetto è stata proposta la stessa immagine e allora questo gruppo di dati diventa un Metadato comune ai due che potrebbe essere comune anche ad altri.

Mi fermo un attimo per introdurre in poche righe (spero di farcela) una definizione di idea anzi di Idea con la maiuscola ovvero il concetto espresso da Platone (i passaggi successivi sono parte di un articolo che sto scrivendo e che spero veda presto la luce)…

“Per Platone l’Idea  era qualcosa di immutabile, di eterno e di primevo; forma primordiale atta a generare, come conseguenza, tutte le cose secondo una gerarchia ben definita.

Paragonato ad uno schema su più livelli, l’idea occupa il piano più elevato e poi in cascata tutto ciò che da essa viene derivato secondo interpretazioni soggettive create dall’uomo.

Essa diventa perciò il modello, l’esempio o meglio ancora “lo stampo base originario” oggi credo si possa identificare con il termine Archetipo ovvero  il concetto di base, il punto di inizio, una “informazione” in grado di restituire l’essenza di qualcosa; questa “conversione” avviene grazie al diretto intervento dei nostri sensi che quando sono in contatto con l’Archetipo, come veri creatori, ci restituiscono in modo automatico la “Idea Platonica” dell’elemento.

La lettura della mente

A questo punto grazie alla lettura descritta in precedenza si potrebbe arrivare a codificare una Idea o un Archetipo, trasformandolo così in Metadato.

Un computer quantistico evoluto (ed adeguatamente programmato) allora potrà riconoscere la struttura di tali Idee, codificarla univocamente ed allora sì che  si potrà parlare di “lettura della mente”.

Prima di concludere, solo un brevissimo accenno a riguardo della possibilità di “sfruttare” l’energia delle emozioni, un effetto alla “Monster &Co” per intenderci, di cui precedentemente avevo escluso la possibilità.

Durante la stesura di questo articolo, mi sono imbattuto in alcune teorie a riguardo della possibilità di utilizzo dell’energia personale per mezzo della “sincronizzazione” con quella presente intorno a noi…

Il Toroide: sincronizzazione del campo magnetico cardiaco con quello cerebrale

Su questo punto si stanno facendo dei grossi passi avanti sfruttando la sincronizzazione del campo magnetico Cardiaco con quello Cerebrale.

Sembrerebbe, infatti, che una corretta “messa in fase” dei suddetti, a livello personale prima e con i relativi campi delle persone che ci circondano poi, sia in grado di geneare un forte potenziale energetico di cui ancora non si conoscono gli effetti.

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2 risposte a “Computer Biologico – Il cervello letto tecnologicamente”

  1. Analisi molto interessante Paolo! Nella mia semplicità tendo sempre a creare puzzle di conoscenza, per riunire i “metadati” di diversi settori scientifici e non e leggendo il tuo articolo mi sovviene una formula esoterica ripetuta all’infinito: quella di unire cuore e mente per ottenere il giusto equilibrio del Sè. Ancora una volta mi convinco che ciò che oggi chiamiamo “scoperte di frontiera” altro non sono che assiomi di conoscenza così antica da aver assunto le fattezze di leggenda o filosofia o religione.

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