I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (Quarta parte)

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

I sistemi monetari sono l’insieme delle monete e delle norme giuridiche che ne regolano l’impiego, che sono in vigore in uno Stato in una determinata epoca.
I sistemi monetari sono fondati su una unità monetaria che ne rappresenta la base di riferimento e di cui le monete circolanti sono frazioni o multipli.
L’unità monetaria si può classificare in:

-effettiva o reale se è realmente coniata e circolante

-convenzionale o ideale se non è coniata e quindi non è effettivamente circolante Leggi tutto “I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (Quarta parte)”

IL MES: MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

Il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità, in inglese ESM – European Stability Mechanism) è un organo internazionale che è stato istituito con le modifiche apportate al Trattato di Lisbona approvate dal Parlamento Europeo il 23 marzo 2011 e ratificato il 25 marzo 2011 dal Consiglio Europeo. Il Mes è stato ratificato dal Parlamento della Repubblica Italiana con voto del Senato della Repubblica in data 12 luglio 2012 e della Camera dei Deputati in data 19 luglio 2012 e promulgato dal Presidente della Repubblica in data 23 luglio 2012 (l. 23 luglio 2012 n. 116) . Leggi tutto “IL MES: MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’”

I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (terza parte)

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

LA MONETA E I SISTEMI MONETARI

Nell’epoca preistorica e nelle prime fasi delle epoche storiche la moneta non esisteva; non appena gli uomini cominciarono a vivere in comunità organizzate, i bisogni fondamentali venivano soddisfatti attraverso il baratto, cioè lo scambio di beni prodotti dalle varie comunità per soddisfare i bisogni delle varie comunità. Leggi tutto “I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (terza parte)”

I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (Seconda parte)

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

LA NEGOZIAZIONI SUI MERCATI INTERNAZIONALI
I metalli preziosi (oro, argento, palladio, platino ecc.) sono sottoposti a negoziazione sui mercati finanziari, seguendo le leggi della domanda e dell’offerta che permettono la formazione dei prezzi (quotazioni) giorno per giorno; le principali piazze mondiali in cui i metalli preziosi vengono trattati sono quelle di New York, Londra, Zurigo, Tokyo, Hong Kong, Parigi, Francoforte, Milano e altre. Le quotazioni sono espresse generalmente in Dollari USA e sono riferite ad una oncia troy (equivalente a 31,103 g). Le quotazioni in Italia sono espresse in Euro al grammo (€/g) .

Fig. 1 Quotazione dei metalli preziosi sui mercati borsistici

 

LE NEGOZIAZIONI DI ORO SUI MERCATI NEL PASSATO
Per quanto riguarda l’oro, nel XX secolo, fino all’agosto 1971, esisteva un mercato ufficiale nel quale operavano esclusivamente le Banche centrali dei vari paesi acquistando o vendendo il metallo prezioso al prezzo ufficiale di $ 35 per oncia troy (di fino); tale valore corrispondeva al rapporto secondo cui il Dollaro USA era convertibile in oro.

Tuttavia, a partire dal 16 agosto 1971, il governo Usa per volontà del Presidente Nixon impose la sospensione della convertibilità in oro del Dollaro, a causa principalmente del fatto che la moneta statunitense era sopravvalutata rispetto all’oro stesso, per cui il mantenimento di tale sistema di conversione avrebbe potuto indurre gli operatori dei mercati a chiedere in massa la conversione in oro che avrebbe determinato elevate perdite del metallo aureo da parte degli USA.

Per effetto di queste importanti modifiche dei regolamenti internazionali cessò di esistere il mercato ufficiale dell’oro e a partire da quel momento cominciò una forte crescita del prezzo dell’oro a causa soprattutto dei forti processi inflazionistici che si crearono nei paesi occidentali, a seguito dell’aumento del prezzo del petrolio; fu sperimentato così, a partire dai primi anni ‘70 del secolo scorso, proprio una delle qualità essenziali dell’oro, cioè quello di essere un bene – rifugio, cioè un investimento che mantenendo e aumentando il suo valore nel tempo, consente di mettere i capitali monetari investiti al riparo dalla svalutazione monetaria.

Fig. 2 Andamento delle quotazioni dell’oro e dell’argento dall’inizio del XX secolo

 

NORMATIVA ITALIANA RELATIVA ALL’ACQUISTO DELL’ORO ANTECEDENTE ALLE NORMATIVE UE
In epoca antecedente all’entrata in vigore della direttiva 98/80/CE del Consiglio del 12 ottobre ’98 (recepita con la legge 7/2000) nel nostro paese i privati non potevano acquistare né importare lingotti o verghe d’oro e destinarli alla tesaurizzazione; ciò implicava il fatto che nel nostro paese era in vigore un regime vincolistico che poteva essere così riassunto:

-l’importazione di oro non lavorato, disponibile in lingotti, verghe, pani, polvere, ecc. era di esclusiva competenza dell’UIC (Ufficio Italiano Cambi) che ne aveva il monopolio; tecnicamente tale organo (soppresso nel 2007 con funzioni trasferite a organi di Bankitalia) operava per mezzo di Istituti di Credito che provvedevano ad importare i quantitativi di oro che erano autorizzati dal Ministero del Tesoro

-le banche autorizzate ad operare nel mercato dell’oro potevano cedere il metallo prezioso soltanto alle imprese che esercitavano professionalmente attività legate all’uso dell’oro come materia prima (industri orafe, ecc.)

INTRODUZIONE NUOVE NORMATIVE E FISCALITA’ DELL’ORO
Nel gennaio 2000 entrò in vigore la legge n. 7 del 17/1/2000 che recepì la Direttiva CE 98/80 del 1998 che abolì il monopolio dell’UIC sulle operazioni relative all’oro e altri metalli preziosi, per cui fu “liberalizzata”, con regole specifiche, la compravendita di oro da investimento nello Stato Italiano. In particolare con la nuova normativa è possibile per un privato investitore residente in Italia:

-acquistare e detenere lingotti d’oro con una purezza superiore a 995/1000 e così pure monete d’oro realizzate dopo il 1800 che abbiano un fino pari o superiore a 900/1000 con un valore che non superi dell’80% il valore di mercato del metallo sul mercato libero

-per quanto riguarda il trattamento fiscale in fase di acquisto, la normativa italiana ha introdotto l’esenzione fiscale dell’oro ai fini del campo di applicazione dell’Iva, per cui l’acquisto di oro da investimento è esente dall’Iva ai sensi dell’art. 10 D.P.R.633/72 e s.m.i.

-l’acquisto di oro per importi superiori ad € 12.500 su base mensile deve essere dichiarato all’UIF (Unità di Informazione finanziaria – presso la Banca d’Italia)

-la compravendita di oro da investimento è soggetta all’imposta sostitutiva del 26% che viene applicata sulla plusvalenza che deriva dalla vendita di metallo prezioso; le informazioni necessarie per il calcolo della plusvalenza sono contenute nelle fatture di acquisto e nei documenti di vendita dell’oro da investimento. Nel caso in cui l’operatore sia privo della fattura di acquisto l’imposta sostitutiva del 26% si applica su una base imponibile pari al 25% del prezzo di vendita dell’oro da investimento
Ovviamente l’acquisto e la vendita di metalli preziosi da investimento è sottoposta anche all’applicazione di una commissione di compravendita che viene aggiunta al costo di acquisto oppure dedotta dal ricavo di vendita del metallo prezioso.

Vediamo alcuni esempi

Esempio 1

Determinare il costo di acquisto complessivo di una barra d’oro del peso di 4,5 kg il cui titolo è 996/1000 sapendo che il prezzo dell’oro è di 48,50 €/g di fino e che le commissioni di acquisto sono dello 0,50% sul costo di acquisto.

Soluzione

Occorre determinare innanzitutto la quantità di fino contenuto nella barra d’oro, sapendo che la barra ha un peso complessivo di 4,5 kg che corrisponde a

Kg 4,5 = g 4.500

dato che il titolo è 996/1000 si imposta la proporzione

1.000:996 =4.500:x

da cui x = 4.500 • 996 / 1.000 = 4.482 g di oro fino contenuto nella barra

Per calcolare il costo complessivo di acquisto quindi si esegue il seguente conteggio

costo di acquisto (4.482 x 48,50 €) € 217.377,00
+ commissione 0,50% (0,50%x217.377) € 1.086,89
costo totale di acquisto € 218.463,89

Esempio 2

Il Sig. Mario Rossi acquista presso un operatore professionale in data 9/1 un lingotto d’oro del peso di 250 g con un titolo di 999,9 millesimi al prezzo di 45,25 €/g, commissione 0,50%; in data 30/11 rivende il lingotto al prezzo di 48,71 €/g, commissione 0,50%.

Determinare il risultato economico effettivo dell’operazione sapendo che si applica l’imposta sostitutiva del 26%

Soluzione

Il titolo del lingotto è di 999,9/1000 per cui la quantità di fino contenuto nel lingotto è

1.000:999,9 = 250:x

da cui si ottiene x = 250 • 999,9 / 1.000 = 249,975 g 

il costo di acquisto è dato dal seguente computo

costo di acquisto (249,975 x 45,25 €) € 11.311,37
+ commissione 0,50% (0,50%x11.311,37) € 56,56
costo totale di acquisto € 11.367,93

Il ricavo di vendita è dato dal seguente computo

ricavo di vendita (249,975 x 48,71 €) € 12.176,28
-commissione 0,50% (0,50%x12.176,28) -€ 60,88
ricavo totale di vendita € 12.115,40

Il risultato economico lordo, cioè l’eventuale plusvalenza o minusvalenza derivante dalla differenza tra il ricavo di vendita e il costo di acquisto è dato da

ricavo di vendita € 12.176,28
-costo di acquisto -€ 11.311,37
risultato economico lordo (plusvalenza) € 864,91

il calcolo relativo al ricavo netto di vendita è dato da

ricavo di vendita al netto commissione € 12.115,40
– imposto sostitutiva 26% su plusvalenza (864,91 x 26%) – € 224,88
ricavo netto di vendita (al netto imposta sostitutiva 26%) € 11.890,52

Il guadagno netto dell’operazione è dato da

ricavo netto di vendita € 11.890,52
– costo totale di acquisto  -€ 11.367,93
risultato economico netto (guadagno) € 522,59

 

 

 

 

 

I metalli preziosi, le monete e la storia dei sistemi monetari (Prima parte)

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

I metalli preziosi esistenti in natura sono l’oro, l’argento, il platino e altri; ai fini della seguente trattazione ci interessiamo essenzialmente all’oro e all’argento che sono i principali metalli preziosi insieme al platino.

I metalli preziosi hanno un valore unitario molto elevato che dipende da una serie di caratteristiche:

-sono presenti in natura in quantità limitata

-presentano particolari caratteristiche fisico – chimiche che ne garantiscono la conservazione tecnica e il valore nel tempo: sono duttili (cioè facilmente lavorabili in fili sottili), malleabili (facilmente deformabile, modellabile, plasmabile)

-inalterabili nel tempo e resistenti agli agenti esterni

Queste caratteristiche hanno permesso di utilizzare i metalli preziosi per molto tempo per coniare le monete metalliche.

Nel corso del tempo, tuttavia, l’affermarsi dapprima della moneta cartacea e successivamente l’introduzione del corso legale forzoso (cioè il sistema in cui gli Stati impongono la moneta cartacea – biglietti di banca come mezzo di pagamento), il ruolo dei metalli preziosi si è ridotto garantendo solo il sistema di riserve auree delle banche centrali dei rispettivi stati nazionali.

L’oro, l’argento e altri metalli preziosi trovano comunque largo impiego nell’oreficeria, nella fabbricazione di medaglie, monete commemorative, nell’industria delle protesi odontoiatriche ecc. I metalli preziosi generalmente vengono posti in commercio con determinate forme standard che si possono classificare in:

-barre o lingotti (in forma prismatica)

-verghe (in forma cilindrica)

-fogli e altre forme

Fig. 1 Lingotti d’oro

 

Fig. 2 Lingotti d’oro

 

L’IMPIEGO EFFETTIVO DEI METALLI PREZIOSI
L’impiego effettivo dell’oro e dell’argento avviene modificando la quantità reale di metallo prezioso presente nell’oggetto in modo tale da aumentarne la compattezza, la durezza e la resistenza; per cui i metalli preziosi non vengono quasi mai usati allo stato puro ma subiscono un processo di fusione con il quale vengono “legati” con altri metalli, tra cui, in particolare rame, stagno, nichel, cromo, piombo ecc.; quindi occorre precisare che un oggetto o moneta d’oro e d’argento contengono solo una parte di metallo puro e una parte non pregiato e il valore dell’oggetto è tanto maggiore quanto più è elevato il contenuto di oro o argento.

DEFINIZIONE DI GREZZO, FINO E LEGA

-Fino: si definisce fino il peso del metallo prezioso “puro” contenuto in un determinato oggetto

-Lega: si definisce lega il peso del metallo “inferiore” detto anche vile che è fuso con il metallo prezioso nell’oggetto

-Grezzo: si definisce grezzo la somma del fino e della lega, cioè il peso complessivo dell’oggetto

Quindi si possono definire le seguenti formule

GREZZO = FINO + LEGA

FINO = GREZZO – LEGA

LEGA = GREZZO – FINO

IL TITOLO DEI METALLI PREZIOSI:
Un altro elemento distintivo dei metalli preziosi è il titolo.

-Il titolo è il rapporto tra la quantità di metallo prezioso puro contenuto in un oggetto e il suo peso complessivo, cioè il rapporto tra Fino e Grezzo

Quindi risulta che

TITOLO = FINO / GREZZO

Il titolo esprime quindi in termini di un rapporto numerico, la maggiore o minore quantità di metallo prezioso puro contenuto in un oggetto, per cui un oggetto che ha un titolo maggiore deve essere considerato di maggior pregio.

CONSIDERAZIONI SULL’IMPIEGO DELLE UNITA’ DI MISURA DEL TITOLO
Nell’epoca moderna quasi tutti i paesi che hanno adottato il sistema metrico decimale, esprimono il titolo in millesimi, cioè indicando quante parti di fino sono contenute in 1.000 parti di grezzo.

Per quanto riguarda alcuni paesi come la Gran Bretagna fino alla seconda guerra mondiale era in uso un duplice sistema per indicare il titolo, uno per l’oro e l’altro per l’argento:

-per l’oro il titolo era espresso in VENTIQUATTRESIMI, detti Carati (il carato si divideva in 4 grani e si indicava con il simbolo K)

-per l’argento il titolo era espresso in DODICESIMI, esprimendolo nell’oncia troy (in inglese troy ounce simbolo oz t, equivalente a 31,103 g)

Inoltre era fissato in Gran Bretagna un titolo standard o ufficiale per l’oro pari a 22 K, cioè 22 carati su un totale di 24 e un titolo standard o ufficiale per l’argento pari a 11,2 oz t su un totale di 12. In tal modo il titolo degli oggetti in oro o argento veniva quindi indicato con riferimento al titolo standard ed esprimendo di quanti carati e frazioni di carato oppure di quante once troy e sottomultipli il titolo fosse migliore o peggiore rispetto alla standard. Nel caso fosse migliore era preceduto dalla lettera B (Better) mentre nel caso fosse peggiore era preceduto dalla lettera W (worse)

Esempio
Se si possiede una verga d’oro con titolo abbreviato in W 2,75 il suo titolo sarebbe stato

Titolo standard K22
– W K 2,75
Titolo della verga K 19,25

In questo caso per calcolare il titolo occorre ricordare che dato che 1 grano = ¼ carato allora per determinare il titolo occorre applicare la proporzione in cui si considera 19,25 come valore del titolo della verga (19 carati e 1 quarto) mentre il valore standard del K è posto pari a 24 e il titolo è espresso in valore 1.000 da cui si ottiene

19,25 : 24 = x : 1.000

Da cui si ricava x = (19,50 • 1.000) / 24 = 802/1.000

Uno dei problemi più importanti che si crea quindi riguarda il calcolo del titolo degli oggetti in oro, argento e platino che può essere risolto ricorrendo alla tecnica di calcolo proporzionale; si tratta di un calcolo per mille in cui indicando con
-F il fino dell’oggetto


-G il grezzo dell’oggetto


-t il titolo dell’oggetto

Si può esprimere con la proporzione

F : G = t : 1.000

da cui t = F/G x 1.000

In Italia in passato sono stati introdotti diversi valori del titolo per oro, argento e platino che sono i seguenti

-Oro: 999, 916, 750, 585, 375, 333 millesimi (333 non più in uso) e generalmente i gioielli in oro sono realizzati con oro a 750 per mille

-Argento: 925, 835 e 800 millesimi

-Platino: 950, 900 e 850 millesimi

RICERCA DEL FINO
Se si vuole determinare il peso del fino contenuto in un oggetto costituito da metallo prezioso e si conosce il peso complessivo (grezzo) e il titolo, sarà sufficiente impostare una proporzione uguagliando il rapporto tra il fino e il grezzo riferiti al titolo (che sono dati noti) a quello fra i corrispondenti termini riferiti all’oggetto; i simboli in uso sono

f = fino del titolo

g = grezzo del titolo

F = fino dell’oggetto

G = grezzo dell’oggetto

Nei titoli millesimali g = 1.000 per cui la proporziona diventa

f : g = F : G

che diventa

f : 1.000 = F : G

Vediamo un esempio
Una barra d’argento del peso di 1.500 g è segnata 800/1.000. Determinare il peso del fino

Dato che

-il fino del titolo è f = 800
-il grezzo del titolo è g = 1.000
-il fino dell’oggetto è il valore incognito F
-il grezzo dell’oggetto è 1.500 grammi

si ottiene

800: 1.000 = F : 1.500

da cui F = (800 x 1.500)/ 1.000 = 1.200 g cioè 1,20 kg peso del fino di argento

RICERCA DELLA LEGA
Se si deve determinare la lega, cioè il peso del metallo vile, conoscendo il peso dell’oggetto (grezzo) e i valori del titolo allora si può impostare la proporzione

l : g = L : G
dove

-l indica la lega del titolo
-g indica il grezzo del titolo (1.000)
-L indica la lega dell’oggetto
-G indica il grezzo dell’oggetto

Vediamo un esempio

Determinare la lega contenuta in un lingotto d’oro del peso di kg 1,9 sapendo che il titolo è 750/1.000

Dato che il titolo è il rapporto tra il fino e il grezzo cioè t = 750 / 1.000 ciò implica che

Poiché grezzo = fino + lega

Allora lega = grezzo – fino

Quindi se grezzo = 1.000 e fino = 750

Lega del titolo = 1.000 – 750 = 250

Quindi l = 250

A questo punto si può impostare la proporzione secondo cui

250 : 1.000 = L : 1,9

da cui L = (250×1,9) / 1.000 = 0,475 kg cioè lega = 475 grammi

RICERCA DEL TITOLO

Dato che il titolo di un metallo prezioso è il rapporto tra il fino (quantità effettiva di metallo prezioso contenuto nell’oggetto) e il grezzo (peso complessivo dell’oggetto) il titolo è dato dalla formula

t = (F / G) x 1.000

dove

F = fino

G = grezzo

t = titolo

Nel caso in cui si conoscano i singoli valori di fino e lega, oppure grezzo e lega, si possono usare le formule alternative

t = [F / (F + L)] x 1.000

oppure

t = [(G – L) /G] x 1.000

Vediamo alcuni esempi

1) determinare il titolo millesimale di una verga d’oro del peso di 1.750 g contenente 1.603 g di oro fino

In questo caso sappiamo che

t = ?

F = 1.603

G = 1.750

Quindi si ottiene che t = F/G x 1.000 = (1.603 / 1.750) x1.000 = 916 millesimi

2) determinare il titolo millesimale di una verga d’oro che contiene 1.425 g di oro fino e 475 g di lega

In questo caso si conoscono i valori del fino e della lega ma non del grezzo

t = ?

F = 1.425

L = 475

G = ? dove il grezzo è dato da G = F + L

Quindi si può applicare la formula

t = [F / (F + L)] x 1.000 = [1.425 / (1.425 + 475)] x 1.000 = 750 millesimi

3) determinare il titolo millesimale di un lingotto del peso di 2,4 kg contenente 480 g di lega

In questo caso

t = ?

F = ? dove il fino è dato da F = G – L

L = 480 g

G = 2,4 kg = 2.400 g

Quindi si può applicare la formula

t = [(G – L) / G] x 1.000 = [(2.400 – 480) / 2.400] x 1.000 = 800 millesimi 

Continua….

 

Facebook, mille pesi e mille misure

Misterioso oggetto STEREO

Il mio Account Facebook è stato sospeso per aver postato la foto di un ciondolo a croce celtica/bizantina.

Purtroppo ‘ i soliti ignoti’…

Facebook
Mark Zuckerberg, il CEO che tiene in ostaggio informatico miliardi di persone

Al copntrario a Mark Zuckerberg, sulla violazione di privacy per milioni di iscritti a proposito di Cambridge Analytica, è bastato chiedere:

  • ‘scusate…’

Eppure Facebook non sa ciò che ho fatto io ovvero:

  • aver conservato le mie segnalazioni

Vi sono degli esempi indescrivibili per i quali la risposta di Facebook è:

  • ‘non viola gli standard della comunità’.

Bene, prendiamo atto

Chicxulub, l’asteroide ‘politico’ in Italia

Misterioso oggetto STEREO

Chicxulub, l’asteroide del Destino

La Sindrome di Chicxulub, depressiva, è un’ipotesi che ho partorito in questi giorni. Ad essere più precisi

  • si tratta di una metafora

Anzitutto: perché sindromica? Perché vi sono più fattori a concorrervi ed è depressiva perché detti fattori sono caratterizzati da stress. Dirò di più: le conseguenze di Chicxulub, generano una

  • sindrome da stress post-traumatico

quindi, l’ipotesi che faccio, è che sia una patologia iperbolica ovvero una patologia nella patologia.

Vediamo di chiarire tali aspetti.

Il Prologo

Chicxulub è la denominazione dell’asteroide con un diametro di 10 km, roccioso e nucleo in ferro (una immensa condrite con caratteristiche di meorite ferroso), che impattò il nostro pianeta in quell’area oggi chiamata Yucatàn, all’origine probabilmente del Golfo del Messico.

Colpì Gaia 65 milioni di anni or sono, tra il Cretaceo e il Terziario, uccidendo in 20/50mila anni l’intera stirpe dei Sauri e distruggendo quasi l’80% della vita. E’ ciò che noi conosciamo come Teoria del KT (Frank Asaro e Walter Alvarez).

I fattori sindromici

Già a questo punto possiamo riconoscere i fattori di cui al principio dell’articolo, ovvero:

  • asteroide/meteorite come metafora del solitario su cui le luci del palco si spengono troppo presto, spesso a causa sua
  • il cambiamento: chi esprime il cambiamento come una potenzialità positiva, è solo un folle psicotico che crede di curarsi a colpi di PNL. Il cambiamento è sempre traumatico. Chi è diventato genitore, chi si è sposato o condivide la sua vita con un altro/altra, colui o colei che hanno cambiato lavoro, casa, luogo di residenza e via discorrendo, sa di che cosa sto parlando. Ed ho elencato situazioni non tragiche…
  • l’estinzione, la fine, il lasciare posto ad altri: tutti transfert, traslazioni dell’esperienza estrema, la Morte
  • la Morte del Re, una stirpe – quella dei Sauri – dominatrice incontrastata del pianeta per oltre 200 milioni di anni. Qualora il tempo di estinzione si fosse protratto per 50mila anni, una cifra per noi infinita, rappresenterebbe solo lo 0,03% dell’intero arco di vita dei dinosauri sulla faccia della Terra; una vita sia in cielo, sul suolo che nel mare
  • L’immortalità tradita: disse il Gattopardo: ‘bisogna che tutto cambi perché nulla cambi’. Invece le cose evolvono, spesso drasticamente ma anche quella repentinità, ad un’analisi approfondita, appare solo come la antonomastica punta dell’iceberg, poiché lo strappo con la consuetudine era preparato da sempre. Chicxulub, probabilmente, ha effettuato infinite orbite a spirale prima di finire nella trappola gravitazionale del nostro pianeta, divenuta poi un boomerang.

La sindrome da stress post-traumatico

La vita non fu più, dunque, la stessa. Anzi era profondamente mutata. Coloro che ormai erano i padroni incontrastati di Gaia, furono rimpiazzati dai Mammalia i quali, ipotesi incredibile, non possedevano più di otto ceppi di DNA sul pianeta. Una infinitesima possibilità rispetto al carico di differenziazione cellulare volatile, ittica, anfibia o terrestre espressa dai Sauri.

Prima di scomparire, si può immaginare lo stato d’animo dei superstiti: mentre infatti i Mammalia erano abituati all’inferiorità, i Sauri si trovarono in quella condizione, peraltro consapevoli della fine quindi in preda al terrore, al panico, alla disperazione.

I Mammalia, al contrario, possedevano un equipaggiamento di gran lunga superiore sia in termini di caratteristiche fisiche che mentali: dai Mammalia discende l’Uomo, non dai Sauri.

I Sauri erano tutti, plausibilmente, affetti da sindrome da stress post-traumatico.

Quale metafora?

Difficile, conoscendo a dovere la storia degli ultimi tempi con protagonisti i mammiferi da una parte (il futuro) mentre dall’altra si spegnevano le certezze di un passato ultra remoto (i Sauri), non riconoscere – metaforicamente – la situazione socio-politica odierna e specialmente qui da noi, in Italia.

I Sauri che hanno governato questo Paese per lunghissimo tempo, si stanno estinguendo a favore dei Mammalia i quali, neanche 40 anni fa, erano ai margini dell’Impero, sull’Orlo Esterno (citaz.), con possibilità percentuali di avvicendamento parlamentare da prefisso telefonico.

Che cosa è successo? Lo sappiamo tutti che cosa è accaduto, i Sauri hanno imposto un’immagine del nostro Paese inesistente, hanno creato transfert silenziando la Storia, abbandonandola alla totale assenza di analisi o truccandone i risultati (specie il periodo risorgimentale ma soprattutto il Ventennio), enucleandone solamente gli aspetti interessanti ossia quelli che alimentavano i loro interessi di potere.

Tangentopoli e la giustificazione del sistema

Chi non ricorda il discorso di Bettino Craxi alla Camera? Correva l’anno 1992, era il 3 luglio. L’Operazione Mike-Papa, dai più conosciuta come Mani Pulite, aveva già fatto strage, perlomeno mediatica, del Pentapartito con particolare ferocia contro PSI e DC.

Quel discorso era la quintessenza della sicurezza rettile in relazione alla propria esistenza, giustificata da un sistema strutturale (e strutturato) in cui interessi sovranazionali dovevano ammettere gestioni interne oligarchiche per mantenere lo status quo democratico. Agghiacciante.

In quel momento, Chicxulub si abbattè nuovamente sul pianeta, esattamente al centro di Roma, a Montecitorio. L’estinzione proseguì e la stirpe dei rettili padroni dal Mesozoico esalò l’ultimo respiro il 29 aprile 1993, 10 mesi dopo, sempre ad opera del Segretario PSI.

Il sistema di copertura

Ci siamo mai chiesti, davvero, che cosa dovesse mai scongiurare il sistema protettivo? Un’invasione sovietica? E’ poco credibile, l’ex URSS sarebbe stata in grado di spazzarci via in pochi secondi e a nulla sarebbe valso un eventuale intervento da parte persino di quel manipolo di Gladiatori, misterioso Stay-behind in una Nazione Democratica, parlamentare e forte di una Costituzione esemplare.

Il PCI? Ci credo poco, l’attentato del ’74 a Berlinguer, allora Segretario del Partito, fece capire al mondo intero che il PCI era perfettamente inserito nell’arco costituzionale e la netta presa di distanza e di posizione critica, di ferma condanna versus le BR, spogliava anche di quell’aura rivoluzionaria il partito di Togliatti.

Senza dimenticare che Aldo Moro fu assassinato nel 1978 perché reputava maturo il tempo per un maxi governo DC-PCI e dare un assetto stabile all’Italia. Possiamo affermare che vi fosse un astio da parte dell’Occidente contro il più forte partito comunista presente in area NATO, secondo solo al PCUS; ma in Italia il Governo Ombra e l’asse esecutivo tra Giunte Rosse e partiti di governo erano una realtà tangibile e, spesso, apparentemente funzionante.

Ma allora: che Vasi di Pandora ha scoperchiato Chicxulub?

Le origini endogene della Destra

Il sospetto che i Sauri della politica italiana, più che il PCI, stessero tenendo d’occhio qualcos’altro, appare come scontato. Per fare ciò, è necessario un preambolo molto semplice.

Non sono i comunisti il bersaglio dei Sauri ma la Destra.

Aggiungo: non la Destra di partito, tanto per capire di che cosa dissertiamo, il MSI di Giorgio Almirante bensì la Destra come sentimento profondo, come tendenza sociale e culturale, una vera e propria struttura psicologica, del profondo; quasi, qui in Italia come in Germania, un Archetipo.

E per dirla alla Jung, ogni volta che un individuo, il suo inconscio vengono a contatto con queste realtà superiori (le Archetipali), si ingenera una psicosi di tipo sindromico.

Fascismo e nazismo

Le due grandi dittature di destra che hanno caratterizzato la prima metà del XX secolo, non sono importate né tantomeno emulate osservando comportamenti extranazionali:

  • sono endogene e presentano meccanismi endemici.

Riprendendo i concetti di zoologia e botanica, ad esempio, possiamo definirli entrambi endemici poiché:

  • di specie tipiche ed esclusive di un determinato territorio

Questo caratterizza la profondità generativa non di un movimento o tendenza ma di:

  • un luogo spirituale (sempre con Jung)
  • una forza ctonia
  • la struttura comportamentale dei soggetti italici e teutonici

Hegel e la nascita della Destra filosofica

Chi ha studiato Filosofia, sa che il pensatore tedesco era un assolutista.

I concetti di

  • Spirito della Storia
  • Monismo
  • Assolutismo
  • prevalenza dello Stato (Reich) sull’individuo, passando attraverso i concetti di Dio e Famiglia ovvero le palestre addestrative dove i soggetti avrebbero mano a mano compreso il deismo nazionale

sono prerogative della Destra e di quella Destra intesa come Spiritualità.

I concetti primi della Destra

Quando gli Archetipi della Destra – ossia questi – vengono messi in discussione, ecco innescarsi dinamiche di protezione dello Spirito all’interno delle quali sorgono, imponenti, i concetti di

  • ordine
  • sicurezza
  • famiglia
  • Nazione
  • radici religiose (solitamente cristiane)
  • pulsioni etnico-razziali
  • radici culturali
  • senso di appartenenza e di guidance della Storia (Hegel – Lezioni sulla filosofia della storia, libro I)
  • status quo
  • anti-progressismo (inteso quest’ultimo come accaparrato dalla sinistra ma di origine puramente illuminista)
  • ferrea ragione logica delle cose

L’ultimo punto, invero, non riguarda il pensiero libero espresso, ad esempio, da Descartes ma un pensiero puro, una logica assoluta dove il pensiero stesso è motore e oggetto di sè. Quasi una definizione trinitaria simile a quella agostiniana.

Per Hegel

  • ‘ciò che è razionale è reale
    e ciò che è reale è razionale’

Non a caso, movimenti come il Pentastellato hanno introdotto una scienza soggettiva ma che, nel contesto delle dinamiche di appropriazione (o come direbbe Hegel Aufhebung’, ‘Toglimento’) diviene la scienza di Partito, né più né meno dell’operazione che Hanns Hörbiger fece, in contestuale ammirazione da parte nazista, con la Teoria del Ghiaccio Cosmico oppure la fisica del Terzo Reich basata sulla Terra Cava.

Per queste ragioni un Casaleggio sostenne ‘Zeitgeist’ come verità incontrastabile, i vaccini sono pericolosi, il Signoraggio è realtà finanziaria e altre amenità di questo tipo: perché ciò che è (riconosciuto) razionale è anche reale. Si rilutta la logica aristotelica in cui un sillogismo è valido solo se valide sono le premesse: è il metodo che conta.

Un concetto profondamente hegeliano che diede origine alla stessa Destra hegeliana.

L’Italia e il rapporto amore-odio con la Lega

In Italia, date tutte le premesse finora sul tavolo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’immigrazione. E la verità è che un problema esistente da decine d’anni, forse da sempre ma tenuto sotto silenzio e transfert dai Sauri.

Negli Anni ’90, all’indomani della prima grande crisi transnazionale, i barconi albanesi, dopo la caduta della Repubblica d’Albania, continuarono il processo di disgregazione iniziato con Tangentopoli, portando i Sauri alla disfatta: non vi era più fiducia nel futuro, l’Italia sarebbe stata ‘inquinata’ da etnie aliene. I tempi del 1985 con l’Italia riconosciuta come Quinta Potenza Mondiale, sotto il Governo Craxi che sfruttò la favorevole congiuntura internazionale, fu subissata dal lancio delle monetine, 30 aprile 1993 (il giorno dopo l’ultimo discorso alla Camera di Bettino) fuori dall’Hotel Raphael di Roma.

Con la dissoluzione dell’URSS (19 agosto 1991) e la precedente unificazione della Germania, centinaia di migliaia di polacchi e di individui dell’ex Patto di Varsavia si riversarono nel cuore dell’Europa, raggiungendo anche l’Italia negli anni successivi.

Gli italiani e le italiane, iniziarono a sentire il risveglio dell’Archetipo e reagirono di conseguenza: nel 1994 Silvio Berlusconi (10 maggio) instaura il primo governo di centro-destra, ‘sdoganando’ (terminologia utilizzata dall’allora sinistra) il MSI divenuto nel frattempo AN con Gianfranco Fini (gennaio 1994) e trasformatasi da forza politica in Partito con la Convention di Fiuggi nel gennaio 1995.

Accanto a queste forze, un movimento secessionista, di modeste dimensioni, crebbe a tal punto da entrare a Montecitorio trainato dalla potenza elettorale di Forza Italia.

Era composto da tre formazioni:

  • Lega Lombarda
  • Liga Veneta
  • Liga Piemonteisa

Poi divenne Lega Nord e oggi Lega, il Partito che sta macinando consensi in ogni anfratto italiano, seppur con un passato etnista-regionalista, anticostituzionale e secessionista prima che federalista.

L’Europa e l’immigrazione fuori controllo

Il carico da undici, sul risveglio dell’Archetipo e sulla definitiva estinzione dei Sauri, è giunto da una scriteriata Unione Europea (forse è il caso di chiamarla Unione Monetaria Europea), decisioni di guerra unilaterali da parte della Francia in Africa del Nord, particolarmente in Libia e la conseguente massa emigratoria proveniente da questi Paesi o attraverso di essi, fenomeno in cui l’Italia è stata protagonista con

  • 181.000 persone nel 2016
  • 119.000 persone nel 2017
  • 13.000 persone ca. fino a maggio 2018

un palmares di oltre 313.000 individui considerati come una minaccia alla tenuta dello status quo, miscelato esplosivamente ad una crisi mondiale senza precedenti iniziata nel 2008, dove i primi segni di ripresa si vedono 10 anni dopo.

Il terrorismo islamico tramite le terze generazioni

Ciliegina sulla torta, ecco il reflusso fondamentalista iniziato molto tempo fa e culminato in due grandi eventi:

  • l’11 settembre
  • lo Stato dell’Is

Eppure l’Europa – inconsapevole come tante altre Nazioni – dapprima osserva e poi sperimenta una strategia di guerriglia permanente completamente sconosciuta: gli attentati compiuti dai cani sciolti, con qualsiasi mezzo, nel cuore dei propri centri abitati e – terrificante – da parte di concittadini di origine musulmana ma naturalizzati nel Paese da almeno 2 o 3 generazioni.

L’Archetipo invade totalmente le persone. Arrivo ad ipotizzare che il controllo ferreo sull’immigrazione sia in Germania che in Austria, molto più di Francia ed Italia, è dovuto al tentativo di impedire il risveglio dell’Archetipo teutonico, ben più pericoloso di quello italiano. E perché in Spagna si, senza problemi? Perché in Spagna Franco morì di vecchiaia e agli spagnoli non è stata propinata la rimozione del Fascismo con la scusante, da parte dei Sauri, che la Nazione non fece mai una stretta alleanza con il Reich nazista, proponendo una visione buonista del Dittatore Franco, il quale però non esitava a firmare esecuzioni mentre faceva colazione di prima mattina.

Considerazioni in chiusura

Non mi meraviglio di un Governo a trazione leghista, qui in Italia. Era questo che i Sauri volevano impedire, il risveglio archetipale. L’Italia non è una Nazione tollerante e non è vero che è stata trasformata dall’influenza dei media: l’Italia è sempre stata etnista, regionalista e campanilista.

Lo scontro sociale di origine territoriale fa parte della storia più remota di questo Paese, affonda le radici nella struttura politica ante-risorgimentale e unificatrice. E anche dopo, il brigantaggio ad esempio, era un chiaro rigetto dell’arrivo sabaudo.

In Toscana la guerra tra Principati, Ducati e via discorrendo è ancora oggi presente nell’inconscio dei suoi abitanti; le parole d’ordine dei leghisti ante e post 1994 erano federalismo, secessione, diversificazione, macroregione. A Torino, negli Anni ’70 (io c’ero sono nato lì nel 1969), sui portoni dei palazzi si trovava spesso il cartello:

  • vietato l’ingresso a mendicanti, venditori ambulanti e meridionali

Oggi il nemico non è più interno, è esterno e il nazionalismo si è radicato nuovamente in forma molto forte qui da noi. Il vecchio detto arabo: ‘con mio fratello contro mio cugino/con mio fratello e mio cugino contro lo straniero’ è alla base delle scelte alle Politiche del 4 marzo 2018.

Ma questo è lo Spirito della Storia, come diceva Hegel, che l’accompagna per vie traverse a noi, spesso, non date a vedere nell’immediato. I Sauri sono scomparsi, hanno lasciato il posto ai Mammalia.

Un’esperienza a conclusione

Nel 1986 ero a Roma, al capolinea del 718 in piazza Venezia. Mentre mi accingevo a prenderlo, due bimbi ROM si affacciano sul mezzo. A quel punto il conducente esce dall’abitacolo, prende uno di questi (che poteva avere l’età di mio figlio) per il braccio e lo strattona a calci nel culo fino a farlo rovinare in terra di schiena. Io intervengo, avevo 17 anni, fermando una volante di Polizia che, compreso l’accaduto, porta via il conducente.

Ne giunge un altro, nel frattempo salgo sull’autobus e con me altre persone, uomini e donne di Roma. Da piazza Venezia fino a largo La Loggia ero terrorizzato: inveirono lungo tutto il tragitto contro di me, ho avuto paura del linciaggio.

Non c’erano né UE né la crisi, anzi…