LE ORIGINI DELLA MICROECONOMIA:IL PROBLEMA DELLA CONTRATTAZIONE COMPETITIVA E NEGOZIALE

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

Alle origini della microeconomia gli economisti si concentrarono sul  problema della contrattazione competitiva e negoziale che è uno degli argomenti più importanti che caratterizza la scienza economica. Secondo i principi dell’economia gli agenti economici cercano di produrre e scambiare beni con gli altri agenti nel sistema economico per soddisfare i propri bisogni, per cui una delle esigenze fondamentali è quella di determinare la ragione di scambio dei beni, cioè il prezzo dei beni.

IL PREZZO DEI BENI 

Il prezzo di un bene x è il suo valore inteso come quantità di altri beni che possono essere scambiati con quel bene. Da tale definizione si può dedurre che 

-in una economia fondata sul baratto, una unità del bene x può essere scambiata con una certa quantità di un altro bene y. Ad esempio possiamo scambiare una maglietta con 3 kg di pane, per cui la ragione di scambio (o valore di scambio) è 1 maglietta per 3 kg di pane, cioè pari a 1 / 3, per cui 1 maglietta vale 3 kg di pane 

-in una economia fondata sull’impiego della moneta, esiste una unità di misura numeraria del valore dei beni, rappresentata dalle monete metalliche o dai biglietti di banca, per cui il prezzo del bene viene espresso nella quantità di monete che devono essere scambiate per acquisire una unità del bene x 

L’evoluzione storica delle civiltà antiche ha permesso di passare già nell’antichità da un sistema di scambio fondato sul baratto ad un sistema fondato sull’uso della moneta che ha ridotto gli effetti negativi del baratto stesso, poiché la moneta funziona anche come riserva di valore. 

LE FUNZIONI DOMANDA – OFFERTA  

I beni e i servizi vengono scambiati sul mercato tra gli agenti, al fine di soddisfare i propri bisogni, per cui per ogni bene o servizio si determina un mercato, che è il luogo di incontro della domanda e dell’offerta di un bene 

-si indica con Qd la quantità domandata di un bene nel mercato, da parte degli agenti economici 

-si indica con Qo la quantità offerta di un bene, da parte delle imprese 

Gli economisti, a partire dall’epoca moderna, hanno messo in luce che la domanda e l’offerta di un bene dipendono dal suo prezzo, nel senso che è possibile esprimere la quantità domandata e la quantità offerta di un bene in funzione del prezzo, attraverso la costruzione di funzioni di domanda e offerta (che possono essere funzioni lineari o di altro tipo). 

È possibile quindi costruire per ogni mercato 

-la funzione di domanda 

-la funzione di offerta 

La funzione di domanda di un bene viene indicata con l’espressione 

Qd = f(p) 

per indicare che la quantità domandata è funzione del prezzo 

Allo stesso modo si scrive che 

Qo = f(p)  

per indicare che la quantità offerta è funzione del prezzo 

LEGGE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA 

Dalla conoscenza delle funzioni di domanda e offerta dei beni si ricava la legge di domanda e di offerta dei beni secondo cui 

-se il prezzo di un bene aumenta la sua quantità domandata diminuisce e viceversa se il prezzo del bene si riduce la sua quantità domandata aumenta 

Allo stesso modo 

-se il prezzo di un bene aumenta la sua quantità offerta aumenta e viceversa se il prezzo di un bene diminuisce si riduce la sua quantità offerta 

Da ciò si evince che tra la domanda di un bene e il suo prezzo esiste una relazione inversa mentre tra l’offerta di un bene e il suo prezzo vi è una relazione diretta 

Il grafico che illustra la relazione inversa prezzo – domanda è dato dalla seguente figura 

Il grafico che illustra la relazione diretta tra prezzo – offerta è dato dalla seguente figura

ALTRE DETERMINANTI DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA 

Altri elementi che incidono sulla domanda dei beni sono 

-il reddito dei consumatori (se il reddito aumenta, aumenta anche la domanda di vari beni) 

-il prezzo di altri beni sostitutivi o complementari (esempio se aumenta il prezzo della margarina si riduce la quantità domandata di margarina ma aumenta quella del burro ecc.) 

-le preferenze dei consumatori (esempio se i consumatori preferiscono fare le vacanze al mare, aumenta la domanda di servizi turistici per il mare rispetto a vacanze alternative) 

-le aspettative dei consumatori (esempio se i consumatori si aspettano un incremento del prezzo di un particolare tipo di carburante possono incrementare la domanda di autoveicoli a carburante alternativo ecc.) 

Altri elementi che incidono sull’offerta dei beni sono 

-il costo dei fattori produttivi (se aumenta il costo dei fattori produttivi, capitale, terra, lavoro, aumenta il costo di produzione del bene per cui si riduce la quantità offerta e viceversa se il costo si riduce aumenta l’offerta) 

-tecnologia (se le imprese riescono a sviluppare nuove tecnologie queste possono rendere più efficiente il processo produttivo e ridurre il costo del bene aumentando l’offerta del bene) 

-aspettative (se le imprese hanno aspettative negative o positive sullo sviluppo del mercato possono decidere di incrementare o ridurre l’offerta di un bene) 

L’EQUILIBRIO DOMANDA – OFFERTA NEL MERCATO: LA CONCORRENZA PERFETTA 

A partire dall’epoca moderna, con lo sviluppo della microeconomia , gli economisti hanno analizzato la struttura del mercato dei beni allo scopo di capire in che modo gli agenti economici producono i beni e i servizi per soddisfare i propri bisogni, in che modo formano i prezzi dei beni, in che modo vengono distribuiti i beni e le modalità di funzionamento del mercato, con le sue peculiarità. A tal proposito occorre specificare che gli economisti fin dagli albori dell’economia politica (XVIII-XIX sec.) hanno ipotizzato che il mercato dovesse operare secondo il principio della concorrenza perfetta che è caratterizzata dai seguenti importanti elementi:

-polverizzazione della domanda e dell’offerta, cioè sul mercato operano una miriade di agenti economici – consumatori e imprese ognuno dei quali assume un comportamento atomistico e in cui nessun operatore è in grado di influenzare o controllare il mercato (ogni consumatore ha una quota di domanda infinitesimale e ogni impresa ha una quota di mercato infinitesimale) 

-le imprese sono price – takers, cioè considerano il prezzo come dato e non sono in grado di influire direttamente sulla formulazione dei prezzi di mercato 

-perfetta omogeneità dei beni sul mercato, cioè i beni prodotti dalle imprese sono uguali per caratteristiche qualitative e perfettamente sostituibili l’uno all’altro 

-assenza di asimmetrie informative sul mercato, cioè tutti gli operatori hanno le stesse informazioni relative ai prezzi e alle quantità domandate e offerte dei beni 

-assenza di barriere all’entrata, cioè il mercato è caratterizzato dalla possibilità per le imprese di entrare sul mercato senza alcun ostacolo che impedisca la concorrenza tra imprese 

Nel caso in cui siano rispettate le condizioni precedentemente esposte il problema fondamentale del mercato perfettamente concorrenziale diventa quello di determinare i valori del prezzo di equilibrio del bene, cioè il prezzo che garantisce che la quantità domandata e la quantità offerta siano uguali, in modo da garantire l’equilibrio del mercato. In merito al concetto di equilibrio del mercato, occorre precisare che nell’ambito della scienza economica è prevalso, nella sua prima fase di sviluppo, il concetto di equilibrio economico che, per certi versi, può essere considerato come una derivazione del concetto di equilibrio dei sistemi fisici nell’ambito delle scienze naturali, poiché si è ritenuto naturale che anche in economia lo stato del sistema economico tendesse all’equilibrio. Vediamo le conseguenze importantissime che tale principio ha nella risoluzione del problema della formulazione dei prezzi di equilibrio del mercato e della quantità domandata e offerta.

L’EQUILIBRIO DEL MERCATO: LA CONTRATTAZIONE COMPETITIVA E LA CONTRATTAZIONE NEGOZIALE 

Il problema fondamentale da risolvere, quindi, nell’ambito del mercato perfettamente concorrenziale è quello di determinare l’equazione della curva di domanda del mercato (che è la somma delle domande singole degli agenti economici) e l’equazione della curva di offerta (somma delle offerte delle singole imprese) in modo tale da creare un sistema di equazioni che permetta di determinare il punto di intersezione delle due curve che individua il prezzo di equilibrio p* e la quantità di equilibrio q*. In qualunque istante, quindi, il mercato può trovarsi in equilibrio oppure può trovarsi in uno stato di disequilibrio in cui la domanda supera l’offerta o viceversa. Da tale situazione si evince che il processo di formulazione dei prezzi dei beni, che rappresenta uno dei problemi più importanti nell’economia, può essere realizzato seguendo principi diversi che sono stati messi in luce dai vari studiosi nel corso del tempo e che derivano da differenti applicazioni del concetto di equilibrio e disequilibrio del mercato e che devono essere specificamente analizzati.  Il punto di equilibrio del mercato di un bene è rappresentato nella seguente figura 

LA CONTRATTAZIONE COMPETITIVA: L’EQUILIBRIO WALRASIANO E IL PROCESSO DI AGGIUSTAMENTO DEI PREZZI VERSO L’EQUILIBRIO 

Tra i primi studiosi che affrontarono il problema della formulazione dei prezzi e della determinazione del prezzo di equilibrio e delle quantità di equilibrio sui mercati vi fu l’economista francese Leon Walras (1834 – 1910), considerato da molti studiosi di economia come uno dei più grandi economisti di ogni epoca, il padre delle teorie sull’equilibrio economico generale.

Leon Walras

Walras pubblicò alcuni importanti lavori di ricerca in cui illustrò la teoria dell’equilibrio economico generale, tra cui si possono ricordare “Théorie mathématique de la richesse sociale” (1883), “Théorie de la monnaie” (1886) e “Éléments d’économie politique pure” (1900), e con cui introdusse gli elementi fondamentali dell’economia politica moderna. 

L’EQUILIBRIO WALRASIANO 

La teoria dell’equilibrio dei mercati dei beni, introdotta da Walras, rappresentò uno dei paradigmi di riferimento per gli studi di economia nel XX secolo. L’equilibrio Walrasiano è un equilibrio che riguarda il mercato in regime di concorrenza perfetta, per cui, considerando N mercati, l’equilibrio walrasiano si raggiunge quando si determina un vettore di prezzi P(p1, p2,…..,pn) tale che la domanda di mercato eguaglia l’offerta di mercato, cioè tale che Dn = On 

L’equilibrio walrasiano presenta quindi il seguente modello matematico 

Si considera un vettore di prezzi  

vettore che indica i prezzi che si formano su n mercati 

In ogni mercato si indicano con 

rispettivamente le quantità domandate e offerte dei beni sugli n mercati 

mentre indichiamo con

le funzioni di domanda e offerta dei beni negli n mercati 

così pure indichiamo con 

la condizione di uguaglianza per ogni mercato, tale che la differenza tra il valore complessivo dei beni domandati e il valore complessivo dei beni offerti deve essere nullo 

Per cui nel modello economico walrasiano si generano due sistemi di equazioni di cui 

-il primo sistema indica le funzioni di domanda e offerta in funzione del prezzo dei beni 

-il secondo sistema indica la condizione di uguaglianza tra domanda e offerta di ogni bene sul mercato 

Risolvendo i sistemi di equazioni ivi indicati si raggiunge l’equilibrio tra domanda e offerta per ogni mercato, in cui risulta che 

L’Equilibrio economico generale si consegue quando tutti gli n mercati sono in equilibrio, cioè quando tutti gli eccessi di domanda o offerta su ogni mercato sono nulli, in modo tale che 

IL PROCESSO DI AGGIUSTAMENTO DEI PREZZI VERSO L’EQUILIBRIO: LA CONTRATTAZIONE COMPETITIVA, IL BANDITORE E IL TÂTONNEMENT 

Il mercato dei beni è quindi in equilibrio quando la quantità domandata eguaglia la quantità offerta e tale situazione si verifica in corrispondenza di un solo prezzo di equilibrio, di cui si può determinare il valore per ogni bene (per ogni mercato). Per comprendere adeguatamente l’impatto fondamentale che la teoria walrasiana ha avuto sugli studi economici nel corso del XIX e XX secolo occorre specificare il funzionamento del mercato, le modalità di composizione della contrattazione di mercato e il processo che porta alla determinazione dell’equilibrio del mercato. Nel mercato di ogni bene si verifica la seguente situazione: 

-gli agenti economici hanno delle dotazioni iniziali di beni e le imprese producono beni da vendere sul mercato in modo che la domanda e l’offerta si eguaglino per ottenere l’equilibrio delle quantità da scambiare e il prezzo di equilibrio.  

-gli agenti economici (consumatori e imprenditori) hanno delle proprie funzioni di domanda e offerta, per cui complessivamente si formano delle curve di domanda e offerta per ogni mercato 

-gli agenti economici presentano una propria funzione di utilità, dove l’utilità esprime l’attitudine di un bene a soddisfare i bisogni economici degli agenti 

-nel mercato esiste la figura del Banditore (o Regolatore) cioè un soggetto che raccoglie tutte le informazioni provenienti dai singoli agenti, mette a confronto tutte le curva di domanda e offerta e determina il prezzo di equilibrio e le quantità di equilibrio 

Nella teoria walrasiana quindi il mercato funziona col metodo della contrattazione competitiva, che può essere paragonato, per esemplificazione, al funzionamento classico delle contrattazioni del mercato borsistico. Il Regolatore del mercato (Banditore) da avvio agli scambi e si verifica la seguente situazione: 

-il mercato viene da una situazione iniziale di precedente equilibrio (visualizzabile in una analisi di statica comparata) 

-al momento dell’inizio degli scambi gli agenti “gridano” un proprio prezzo a cui sono disposti a comprare o vendere i beni, in modo tale che il Banditore comprenda l’entità del volume degli scambi che possono transitare sul mercato. In questo primo momento il mercato non è ancora in equilibrio 

-il Banditore scegli quindi un prezzo che ritiene opportuno in tale situazione e permette che si verifichi un primo “giro” di contrattazioni a questo livello di prezzo. Se a tale livello di prezzo tutti i compratori e tutti i venditori sono disposti a comprare e vendere il bene, allora tale prezzo diventa il nuovo prezzo di equilibrio.  

-viceversa se a tale livello di prezzo non tutti i compratori sono disposti a comprare e non tutti i venditori sono disposti a vendere, allora si forma, temporaneamente, un prezzo che non è di equilibrio e si viene a determinare temporaneamente un eccesso di domanda o di offerta sul mercato.  

-in questo caso il Banditore avvia un processo di aggiustamento del prezzo che viene definito Tâtonnement (dal francese brancolare) e tale processo di aggiustamento può seguire due percorsi 

-se il mercato si trova temporaneamente in una situazione in cui la domanda supera l’offerta (D > O) ciò significa che vi è un eccesso di domanda rispetto all’offerta. In tal caso il Banditore alza il prezzo ad un livello superiore rispetto al prezzo precedente in modo tale che la quantità domandata si riduca e la quantità offerta aumenti nel tentativo di assorbire gli eccessi di domanda 

-se viceversa il mercato si trova temporaneamente in una situazione in cui l’offerta supera la domanda (O > D o D < O) ciò significa che vi è un eccesso di offerta rispetto alla domanda. In tal caso il Banditore riduce il prezzo ad un livello inferiore rispetto al prezzo precedente in modo tale che la quantità offerta si riduca e la quantità domandata aumenti nel tentativo di riassorbire l’eccesso di offerta 

-il processo di Tâtonnement continua per tentativi ed errori, fino al completo esaurimento degli eventuali eccessi di domanda o di offerta, e si conclude nel momento in cui si determina il prezzo in corrispondenza del quale non vi sono più eccessi di domanda o offerta e la quantità domandata eguaglia la quantità offerta 

-il prezzo individuato con il processo di aggiustamento walrasiano è il prezzo di equilibrio p* del mercato, ed è il prezzo in corrispondenza del quale domanda e offerta si eguagliano e al quale avvengono effettivamente tutti gli scambi. In corrispondenza di tale prezzo gli operatori del mercato sono tutti soddisfatti e massimizzano le proprie funzioni di utilità (consumatori) e di profitto (imprenditori) 

UN ESEMPIO DI CONTRATTAZIONE COMPETITIVA NEL MODELLO WALRASIANO 

Vediamo un esempio semplificato di contrattazione competitiva in un modello walrasiano con processo di aggiustamento 

-ipotizziamo che vi sia un solo mercato in cui viene trattato il bene X 

-la funzione di domanda del bene X è data dalla funzione Qd = 50 – 4p 

-la funzione di offerta del bene X è data dalla funzione Qo = 25 + p  

-la funzione di domanda e offerta può variare nel corso del tempo in modo da permettere la determinazione di prezzi di equilibrio che si modificano nel tempo 

-sul mercato opera il Banditore che determina il processo di aggiustamento dei prezzi verso l’equilibrio 

-all’inizio della contrattazione gli operatori gridano un prezzo iniziale pari a p’ = 10 

Vediamo in che modo opera il processo di aggiustamento walrasiano 

1) innazitutto occorre rappresentare graficamente le due curve di domanda e di offerta sullo stesso sistema di assi cartesiani 

In questo caso si tratta di due funzioni lineari del tipo 

y = a + bx  

y= a – bx  

Che sono rappresentate con una retta crescente (curva di offerta) e una retta decrescente (curva di domanda) 

Per rappresentare la curva Qd = 50 – 4p occorre determinare i punti di intersezione con gli assi delle ordinate e delle ascisse che si possono determinare nel seguente modo 

-se p = 0 allora la quantità domandata diventa 

Qd = 50 – 4•0 

Qd = 50 

-se Qd = 0 allora il prezzo diventa 

0 = 50 – 4p  

4p = 50 quindi p = 50/4 cioè p = 12,5 

Quindi la funzione di domanda Qd = 50 – 4p si rappresenta 

Viceversa per rappresentare la funzione di offerta Qo = 25 + p si individuano i seguenti valori di intersezione con gli assi 

-se p = 0  

Qo = 25 + 0 

Qo = 25 

-se Qo = 0  

0 = 25 + p 

Da cui si ricava 

-p = 25 cioè  

p = -25 

In questo caso occorre precisare che l’intercetta pari a p = -25 non ha significato economico reale poiché non può esistere un prezzo negativo così come non può esistere una quantità negativa ma viene indicata comunque come punto di intersezione con l’asse del prezzo  

Per cui si ottiene 

Nel mercato del bene X quindi le equazioni della curva di domanda e offerta del bene sono rispettivamente, come detto precedentemente 

Qd =50 – 4p  

Qo = 25 + p  

Vediamo cosa accade durante il processo di tâtonnement cioè di aggiustamento verso l’equilibrio 

1) nella prima fase il Banditore grida un prezzo iniziale tenendo conto delle richieste e delle offerte degli agenti economici sul mercato e indica un prezzo iniziale p1 = 9 

In corrispondenza del prezzo iniziale p1 = 9 si verifica la seguente situazione sul mercato 

La quantità domandata è Qd = 50 – 4p 

Per cui sostituendo a p il valore 9 si ottiene 

Qd = 50 – 4•9 = 50 – 36 = 14 

Cioè la quantità domandata sul mercato è uguale a 14 

La quantità offerta è Qo = 25 + p 

Per cui sostituendo a p il valore 9 si ottiene 

Qo = 25 + 9 = 34 

Cioè la quantità offerta sul mercato è uguale a 34 

Quindi se il prezzo iniziale è p1 = 9 sul mercato vi è un eccesso di offerta rispetto alla domanda; l’eccesso di offerta rispetto alla domanda è dato da 

Qo – Qd = 34 – 14 = 20 

Questa situazione è rappresentata dal seguente grafico 

In questo momento, quindi, se il prezzo del bene è pari a 9 si verifica un eccesso di offerta pari a 34 – 14 = 20 e il mercato è in disequilibrio, e a queste condizioni non avviene alcuno scambio tra gli agenti economici sul mercato. A questo punto il Banditore sa che il mercato è in disequilibrio e cerca, attraverso il processo di aggiustamento di riportare il mercato in equilibrio. Vediamo cosa si verifica nella successiva fase di aggiustamento 

2) nella seconda fase del processo di aggiustamento il Banditore tenta di riportare il mercato in equilibrio comunicando un prezzo che permetta di riassorbire l’eccesso di offerta, che si è verificato perché il prezzo p1 = 9 era troppo “alto”. A questo punto il Banditore quindi comunica un prezzo inferiore a quello precedente indicando il prezzo 

p2 = 4 

A questo livello di prezzo si verifica la seguente situazione, considerando le equazioni della curva di domanda e offerta 

Qd = 50 – 4p  

Qo = 25 + p 

Risulta che 

Qd = 50 – 4•4 = 50 – 16 = 34 

Qo = 25 + 4 = 29 

Mentre al livello di prezzo p = 9 vi era un eccesso di offerta rispetto alla domanda in questo caso, al livello di prezzo p = 4 risulta che 

La quantità domandata è Qd = 34 

La quantità offerta è Qo = 29 

In questo caso quindi si verifica una situazione che è l’opposto del caso precedente, cioè in questo caso vi è un eccesso di domanda rispetto all’offerta che è dato da 

Qd – Qo = 34 – 29 = 5 

L’eccesso di domanda è uguale a 5 come si può verificare dalla figura seguente 

3)TERMINE DEL PROCESSO DI AGGIUSTAMENTO – IL PREZZO DI EQUILIBRIO 

Il processo di tâtonnement o aggiustamento si conclude nel momento in cui il Banditore “grida” un prezzo che permette di eguagliare la quantità domandata e la quantità offerta, cioè il prezzo in corrispondenza del quale si raggiunge l’equilibrio del mercato. Tale prezzo viene definito propriamente prezzo di equilibrio e in corrispondenza del suo valore avvengono tutti gli scambi tra gli agenti economici (consumatori – imprese) mentre nelle fasi precedenti non si aveva alcuno scambio. Il calcolo del prezzo di equilibrio si ottiene dalla risoluzione del sistema di equazioni delle curve di domanda e di offerta secondo la seguente procedura. 

Dato che  

Equazione di domanda Qd = 50 – 4p 

Equazione di offerta Qo = 25 + p 

Mettendo le equazioni a sistema si ottiene 

da cui si ricava che poiché occorre determinare il prezzo in corrispondenza del quale Qd = Qo si può sostituire Qo in Qd (o viceversa Qd in Qo) ottenendo che 

Come possibile riscontrare dal sistema di equazioni sopra riportato, il prezzo di equilibrio, in corrispondenza del quale la domanda e l’offerta di mercato si eguaglio è p* = 5 per il quale corrisponde una quantità domandata e offerta Qd = Qo = 30. In corrispondenza di tale prezzo avvengono tutti gli scambi di mercato e non si verifica nessun eccesso di domanda o di offerta. Una volta determinato il prezzo di equilibrio del mercato, il processo di aggiustamento Walrasiano ha termine e riprende nel momento in cui verrà effettuato un nuovo giro di contrattazioni. L’equilibrio sul mercato del bene è rappresentato di seguito 

Il metodo di formazione dei prezzi fondato sulla contrattazione competitiva rappresentò il punto di riferimento principale nell’ambito delle teorie sulla formazione dei prezzi nell’economia politica moderna tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, poiché esso coniuga le principali condizioni della concorrenza perfetta con la legge della domanda e dell’offerta e inoltre conferma il principio di equilibrio economico generale a cui tende il sistema economico.  

LA CONTRATTAZIONE NEGOZIALE: LA FORMAZIONE DEI PREZZI E IL MODELLO DI EDGEWORTH 

Secondo il metodo della contrattazione negoziale sono gli agenti economici (cioè consumatori – compratori e imprese – venditori) che determinano i prezzi agendo da soli sul mercato. In questa metodologia di contrattazione quindi, gli operatori annunciano i prezzi sul mercato e agiscono in modo tale da entrare in contatto con un operatore che all’opposto è interessato a compiere l’operazione di compravendita; cioè i compratori cercano venditori e viceversa. Di conseguenza, se un compratore annuncia il proprio prezzo di acquisto e trova un venditore disposto a vendere a quel determinato prezzo, si determina una transazione e avviene lo scambio del bene a quel prezzo. Alternativamente il venditore annuncia il proprio prezzo e se trova un acquirente disposto a comprare a tale prezzo si verifica la transazione. Da tale metodologia di contrattazione si deduce quindi che 

-possono essere annunciati prezzi diversi, accettati da compratori e venditori 

-possono essere eseguiti diversi scambi a prezzi diversi 

-nel processo di transazione negoziale si forma una sequenza di prezzi di mercato per cui uno stesso bene può essere scambiato a prezzi diversi  

-il prezzo che si forma durante la contrattazione negoziale viene definito PREZZO NEGOZIALE, e a differenza del PREZZO COMPETITIVO che si forma nel metodo di contrattazione competitiva Walrasiano, il prezzo negoziale non è un prezzo di equilibrio; cioè in corrispondenza del prezzo negoziale non si raggiunge l’uguaglianza tra la domanda e l’offerta di mercato ma è semplicemente un di prezzo di compravendita in corrispondenza del quale si realizza una transazione commerciale. 

Tra gli studiosi che per primi introdussero il modello di contrattazione negoziale vi fu l’economista inglese Francis Edgeworth (1854 – 1926) che insegnò economia presso il King’s College di Londra e fu considerato il padre fondatore della scuola neoclassica inglese, nonché uno dei primi economisti che impiegò con notevoli risultati l’analisi matematica nello studio dei modelli economici. 

Francis Edgeworth

Edgeworth studiò importanti modelli economici: 

-introdusse il concetto di curva di indifferenza, che è il luogo geometrico dei punti del piano che indicano le combinazioni di due beni (x,y) che consentono all’agente economico di conseguire lo stesso livello di utilità 

Sulla curva di indifferenza I1 vi è il paniere (X1,Y1) che permette di ottenere un certo livello di utilità. Qualunque altro paniere situato sulla stessa curva di indifferenza (sebbene determinato da una diversa combinazione dei due beni) permette di ottenere lo stesso livello di utilità nel consumo di tali beni.  

-in particolare Edgeworth studiò i modelli basati sulle curve di indifferenza per analizzare un processo di scambio tra due agenti economici nel sistema economico, utilizzando il modello che successivamente fu elaborato da Vilfredo Pareto e che fu definito Edgeworth Box, la Scatola di Edgeworth. In un doppio sistema di assi cartesiani sono rappresentate le curve di indifferenza di due agenti economici operanti nel mercato, come visibile nella seguente figura

I due agenti dell’economia A e B presentano ognuno diverse curve di indifferenza; per poter migliorare il proprio livello di utilità l’agente A dovrebbe spostarsi dalla curva di indifferenza I1A alla curva I2A o I3A mentre l’agente B dovrebbe spostarsi dalla curva I1B alla curva I2B o I3B per poter migliorare la propria utilità nel consumo dei beni. 

-gli agenti economici cercano di scambiare i propri beni con altri agenti del mercato in modo da determinare panieri di beni che soddisfino i propri bisogni, per cui gli agenti cercano, tenendo conto del proprio vincolo di bilancio, di posizionarsi nelle varie curve di indifferenza che sono tangenti alle rette di isoreddito (del vincolo di bilancio). In tal modo gli agenti cercano di realizzare trattative per l’esecuzione di scambi che avvengono a prezzi diversi da quello di equilibrio walrasiano e ciò determina una situazione in cui i punti di tangenza tra le curve di indifferenza sono equilibri stabili riferiti ai singoli agenti che non hanno più interesse a fare ulteriori scambi. Per cui Edgeworth dimostrò che possono esistere più equilibri di scambio che possono essere rappresentati nella curva dei contratti come visibile nella seguente figura

Il contributo di Edgeworth alla microeconomia moderna fu molto importante e l’economista inglese pubblicò diversi lavori di ricerca tra cui si possono ricordare Papers relating to political economy (Vol. I-II-III) e Matematical Psyichics.

ESEMPIO SEMPLIFICATO DI CONTRATTAZIONE NEGOZIALE 

Ipotizziamo che sul mercato vi siano n operatori che possono partecipare a trattative per lo scambio di un bene, per esempio vi siano 10 operatori. Gli agenti del mercato sono A, B, C, D, E, F, G, H, I, J ed essi possono comprare o vendere il bene x; nel mercato vi sono le seguenti regole comuni: 

-tutti gli agenti possono entrare liberamente sul mercato e verificare la possibilità di fare scambi 

-tutti gli operatori riescono a sapere, per le modalità di sviluppo delle trattative, le informazioni sui prezzi man mano che vengono fornite, per cui non vi sono asimmetrie informative 

-per semplicità si ipotizza che le dotazioni scambiate siano unitarie 

-ogni agente economico valuta il prezzo del bene (sia nel caso in cui voglia acquistare, sia nel caso in cui voglia vendere) con un determinato valore monetario che deriva da un processo di valutazione specifico da parte di ogni singolo agente economico 

-la valutazione del prezzo del bene può essere diversa per ogni singolo agente economico 

Ipotizziamo che gli agenti economici possano entrare sul mercato potendo visualizzare i prezzi del bene oggetto di trattativa sul mercato in modo tale che ogni operatore che “entra” sul mercato possa vedere la lista dei prezzi richiesti dagli altri operatori 

 (immaginiamo di vedere i prezzi sullo schermo del pc) 

Nella seguente tabella è possibile vedere la situazione degli agenti che entrano sul mercato, indicando con i numeri 1,2,…. l’ordine di entrata sul mercato  

DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI SCAMBIO TRA AGENTI NELLA CONTRATTAZIONE NEGOZIALE – IPOTESI STATICA 

-il processo ha inizio con l’entrata sul mercato (passaggio 1) dell’operatore A che vorrebbe acquistare 1 unità del bene al prezzo di € 2 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 2) l’operatore B che vorrebbe acquistare 1 unità del bene al prezzo di € 3 

-a questo punto entra sul mercato (passaggio 3) l’operatore C che vorrebbe vendere 1 unità del bene al prezzo di € 2,5. L’operatore A e l’operatore B vedono che è entrato l’operatore C ma il loro prezzo di acquisto non corrisponde con il prezzo di vendita proposto da C per cui tra di essi non si realizza nessuno scambio 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 4) l’operatore D che vorrebbe acquistare il bene al prezzo di € 3,3 per cui anche tale prezzo non corrisponde con il prezzo offerto da C e non si conclude alcuno scambio 

-nel passaggio 5 entra sul mercato l’operatore E che vorrebbe vendere il bene al prezzo di € 2; a questo punto l’operatore A (che vuole comprare a € 2) vede che l’operatore E vuole vendere al prezzo di € 2 e viceversa E vede che A vuole comprare ad € 2 e quindi si verifica lo scambio tra A ed E al prezzo di € 2. In questo momento gli altri operatori presenti non realizzano alcuno scambio 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 6) l’operatore F che vorrebbe vendere il bene al prezzo di € 3,5 per cui non trova alcun operatore disposto a comprare a quel prezzo 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 7) l’operatore G che vorrebbe acquistare il bene al prezzo di € 2,9 ed anche in tale passaggio non si realizza alcuno scambio 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 8) l’operatore H che vorrebbe vendere il bene al prezzo di € 1,9 ed anche in questo caso non si realizza alcuno scambio 

-successivamente entra sul mercato (passaggio 9) l’operatore I che vorrebbe acquistare il bene al prezzo di € 2,1 ed anche in questo passaggio non si realizza alcuno scambio 

-a questo punto entra sul mercato (passaggio finale 10) l’operatore J che vorrebbe vendere il bene al prezzo di € 3. In questo momento l’operatore B che vuole acquistare il bene al prezzo di € 3 vede che l’operatore J vuole vendere il bene al prezzo di € 3 e viceversa l’operatore J vede che l’operatore B vuole comprare al prezzo di € 3 per cui si verifica lo scambio tra di essi 

Il processo di scambio sul mercato si è concluso, in questa ipotesi con i seguenti risultati 

-A ha acquistato da E 1 unità del bene al prezzo di € 2 (e viceversa E ha venduto ad A) 

-B ha acquistato da J 1 unità del bene al prezzo di € 3 (e viceversa J ha venduto a B) 

-tutti gli altri operatori, in questa prima ipotesi, non hanno raggiunto il proprio obiettivo di acquistare o vendere il bene 

-il valore medio del prezzo del bene trattato in questi scambi è stato dato dalla formula 

Mx = Σi=0n Xi /n 

Cioè M = (2 + 3) / 2 = 2,5 € 

Il prezzo a cui è stato venduto il bene (cioè nella fase iniziale 2€ e successivamente 3€) non è un prezzo di equilibrio poiché a tale valore del bene non corrisponde l’uguaglianza della domanda e dell’offerta ma bensì lo scambio tra due coppie di operatori, cioè alcuni operatori non sono riusciti a partecipare allo scambio e quindi il mercato non è in equilibrio.  

IL PROCESSO DI CONTRATTAZIONE NEGOZIALE – IPOTESI ALTERNATIVA DI AGGIUSTAMENTO ISTANTANEO DEL PREZZO DA PARTE DEGLI AGENTI 

E’ possibile ipotizzare che gli agenti che entrano nel mercato possano variare istantaneamente il prezzo di acquisto o di vendita a seconda del proprio interesse, poiché si ipotizza che gli operatori siano in realtà price – makers. In questa ipotesi se l’ordine di entrata è lo stesso dell’ipotesi precedente è possibile costruire una tabella come quella seguente 

In questo caso il processo di contrattazione negoziale può essere espresso nei seguenti passaggi: 

-nel passaggio 1 entra l’operatore A e dichiara un prezzo di acquisto di € 2 

-nel passaggio 2 entra l’operatore B e dichiara un prezzo di acquisto di € 3 

-nel passaggio 3 entra l’operatore C che avrebbe voluto vendere ad un prezzo di € 2,5; tuttavia egli vede che sul mercato c’è un operatore che vuole comprare al prezzo di 3 € per cui aggiusta “istantaneamente” la sua offerta di prezzo ad € 3 e si verifica lo scambio tra l’operatore B e l’operatore C 

-nel passaggio 4 entra l’operatore D e dichiara un prezzo di acquisto di € 3,3 

-nel passaggio 5 entra l’operatore E che avrebbe voluto vendere ad un prezzo di € 2; tuttavia egli vede che sul mercato c’è un operatore che vuole comprare al prezzo di € 3,3 per cui aggiusta “istantaneamente” il prezzo portandolo da € 2 ad € 3,3 e si verifica lo scambio tra l’operatore D e l’operatore E 

-nel passaggio 6 entra l’operatore F e dichiara un prezzo di vendita di € 3,5 

-nel passaggio 7 entra l’operatore G e dichiara un prezzo di acquisto di € 2,9 

-nel passaggio 8 entra l’operatore H che avrebbe voluto vendere ad un prezzo di € 1,9; tuttavia egli vede che sul mercato c’è un operatore che vuole comprare al prezzo di € 2,9 per cui aggiusta “istantaneamente” il prezzo portandolo da € 1,9 ad € 2,9 e si verifica lo scambio tra l’operatore G e l’operatore H 

-nel passaggio 9 entra l’operatore I e dichiara un prezzo di acquisto di € 2,1 

-nel passaggio 10 entra l’operatore J e dichiara un prezzo di vendita di € 3 

In questa seconda ipotesi di aggiustamento istantaneo del prezzo nel processo di contrattazione negoziale si possono sintetizzare i seguenti risultati: 

-l’operatore B ha acquista 1 unità dall’operatore C al prezzo di € 3 (e viceversa C ha venduto a B) 

-l’operatore D ha acquistato 1 unità dall’operatore E al prezzo di € 3,3 (e viceversa E ha venduto a D) 

-l’operatore G ha acquistato 1 unità dall’operatore H al prezzo di € 2,9 (e viceversa H ha venduto a G) 

-gli operatori A, F, I e J non sono riusciti a realizzare degli scambi  

-rispetto al caso precedente è stata scambiata 1 unità in più del bene ma non tutti gli operatori sono riusciti a scambiare 

-il prezzo medio a cui sono avvenuti gli scambi è M = (3+3,3+2,9)/3 = 3,06 

Ovviamente il metodo di contrattazione negoziale può essere analizzato nella sua ipotesi semplificata, in cui non vi sono aggiustamenti istantanei del prezzo oppure nell’ipotesi di aggiustamento. In tal caso l’aggiustamento dei prezzi è un processo che permette di incrementare il volume degli scambi poiché permette di attivare una dinamica di aggiustamento del mercato, anche se non porta ad un vero e proprio equilibrio domanda – offerta.  

DIFFERENZE TRA METODO DELLA CONTRATTAZIONE COMPETITIVA WALRASIANA E METODO DELLA CONTRATTAZIONE NEGOZIALE SECONDO EDGEWORTH 

I due metodi di contrattazione presentano alcune differenze importanti 

-nel sistema di contrattazione competitiva walrasiana gli scambi avvengono solo in corrispondenza del prezzo di equilibrio p* determinato dal Banditore mentre nel sistema di contrattazione  negoziale sono gli agenti che, direttamente contrattando con gli altri agenti, effettuano gli scambi oppure modificano i prezzi (o le quantità scambiate se si introduce ipotesi di modifica delle quantità) tenendo conto della necessità di effettuare degli scambi e entrando sul mercato alla ricerca di operatori con cui scambiare il bene al prezzo per essi conveniente. La ricerca del guadagno spingerebbe l’operatore a modificare il prezzo del bene (o la quantità domandata/offerta) per soddisfare la propria necessità di acquistare o vendere il bene (non è presente la figura del Banditore) 

-secondo Edgeworth sono gli agenti economici quindi a prendere le decisioni di scambio per massimizzare il proprio vantaggio personale (utilità per i consumatori e profitto per le imprese) 

-la contrattazione negoziale tra gli agenti continua fino a quando gli agenti economici hanno interesse a modificare i prezzi o le quantità scambiate e può accadere che in un determinato istante t alcuni operatori non riescano a compare o vendere il bene poiché non trovano corrispondenza tra il proprio prezzo di acquisto e il prezzo di vendita offerto dagli altri operatori. In tal caso gli operatori potranno iniziare un nuovo giro di contrattazioni per modificare i prezzi o le quantità scambiate e realizzare uno scambio 

-nel metodo di contrattazione negoziale quindi gli operatori effettuano degli scambi anche se il mercato non è in equilibrio 

-nel metodo di contrattazione negoziale inoltre il mercato potrebbe non raggiungere mai una situazione di equilibrio stabile se cambiano continuamente le condizioni del mercato stesso 

-in definitiva nel modello di contrattazione negoziale non si verifica l’unicità dell’equilibrio competitivo walrasiano ma possono verificarsi più equilibri multipli che sono quindi efficienti e ottimali (in senso paretiano) nello scambio tra due individui visibile nella rappresentazione della curva dei contratti. 

CONCLUSIONI 

Gli studi realizzati dagli economisti classici verso la fine dell’800 (Walras, Edgeworth, Marshall ecc.) diedero avvio alla microeconomia come un nuovo campo di indagine che permise di analizzare e descrivere il funzionamento dell’economia di mercato con l’introduzione di modelli matematici che fornirono alla nascente economia politica una solida base di riferimento nell’ambito delle discipline socio – economiche moderne. All’interno di questi modelli di riferimento gli studiosi trovarono modelli alternativi che descrivono, con ipotesi che di volta in volta seguirono un’interpretazione ortodossa o eterodossa, la formulazione dei prezzi, delle quantità scambiate, dell’equilibrio del mercato, determinando in tal modo diverse visioni del funzionamento del mercato che hanno inciso sugli studi economici del XX secolo.

FONTI BIBLIOGRAFICHE 

Léon Walras, Théorie mathématique de la richesse sociale, Lausanne, Corbaz ; Guillaumin ; Loescher ; Duncker & Humblot, 1883. 

L. Walras, Théorie de la monnaie, Lausanne, Corbaz, 1886 

L. Walras, Éléments d’èconomie politique pure, Lausanne, Rouge, 1900 

F.Y. Edgeworth, Papers relating to political economy. 1, London, Macmillan, 1925. 

F.Y. Edgeworth, Papers relating to political economy. 2, London, Macmillan, 1925 

F.Y. Edgeworth, Papers relating to political economy. 3, London, Macmillan, 1925 

F.Y. Edgeworth, Mathematical psychics, Series of reprints of scarce tracts in economic and political science 10, London, London school of economics and political science, 1932 

S. Zamagni, Economia Politica, Ed. La Nuova Italia Scientifica, 1991  

Chicxulub, l’asteroide ‘politico’ in Italia

Eterodossia ed eterodossi come Archeomisterica - here are the wolves

Chicxulub, l’asteroide del Destino

La Sindrome di Chicxulub, depressiva, è un’ipotesi che ho partorito in questi giorni. Ad essere più precisi

  • si tratta di una metafora

Anzitutto: perché sindromica? Perché vi sono più fattori a concorrervi ed è depressiva perché detti fattori sono caratterizzati da stress. Dirò di più: le conseguenze di Chicxulub, generano una

  • sindrome da stress post-traumatico

quindi, l’ipotesi che faccio, è che sia una patologia iperbolica ovvero una patologia nella patologia.

Vediamo di chiarire tali aspetti.

Il Prologo

Chicxulub è la denominazione dell’asteroide con un diametro di 10 km, roccioso e nucleo in ferro (una immensa condrite con caratteristiche di meorite ferroso), che impattò il nostro pianeta in quell’area oggi chiamata Yucatàn, all’origine probabilmente del Golfo del Messico.

Colpì Gaia 65 milioni di anni or sono, tra il Cretaceo e il Terziario, uccidendo in 20/50mila anni l’intera stirpe dei Sauri e distruggendo quasi l’80% della vita. E’ ciò che noi conosciamo come Teoria del KT (Frank Asaro e Walter Alvarez).

I fattori sindromici

Già a questo punto possiamo riconoscere i fattori di cui al principio dell’articolo, ovvero:

  • asteroide/meteorite come metafora del solitario su cui le luci del palco si spengono troppo presto, spesso a causa sua
  • il cambiamento: chi esprime il cambiamento come una potenzialità positiva, è solo un folle psicotico che crede di curarsi a colpi di PNL. Il cambiamento è sempre traumatico. Chi è diventato genitore, chi si è sposato o condivide la sua vita con un altro/altra, colui o colei che hanno cambiato lavoro, casa, luogo di residenza e via discorrendo, sa di che cosa sto parlando. Ed ho elencato situazioni non tragiche…
  • l’estinzione, la fine, il lasciare posto ad altri: tutti transfert, traslazioni dell’esperienza estrema, la Morte
  • la Morte del Re, una stirpe – quella dei Sauri – dominatrice incontrastata del pianeta per oltre 200 milioni di anni. Qualora il tempo di estinzione si fosse protratto per 50mila anni, una cifra per noi infinita, rappresenterebbe solo lo 0,03% dell’intero arco di vita dei dinosauri sulla faccia della Terra; una vita sia in cielo, sul suolo che nel mare
  • L’immortalità tradita: disse il Gattopardo: ‘bisogna che tutto cambi perché nulla cambi’. Invece le cose evolvono, spesso drasticamente ma anche quella repentinità, ad un’analisi approfondita, appare solo come la antonomastica punta dell’iceberg, poiché lo strappo con la consuetudine era preparato da sempre. Chicxulub, probabilmente, ha effettuato infinite orbite a spirale prima di finire nella trappola gravitazionale del nostro pianeta, divenuta poi un boomerang.

La sindrome da stress post-traumatico

La vita non fu più, dunque, la stessa. Anzi era profondamente mutata. Coloro che ormai erano i padroni incontrastati di Gaia, furono rimpiazzati dai Mammalia i quali, ipotesi incredibile, non possedevano più di otto ceppi di DNA sul pianeta. Una infinitesima possibilità rispetto al carico di differenziazione cellulare volatile, ittica, anfibia o terrestre espressa dai Sauri.

Prima di scomparire, si può immaginare lo stato d’animo dei superstiti: mentre infatti i Mammalia erano abituati all’inferiorità, i Sauri si trovarono in quella condizione, peraltro consapevoli della fine quindi in preda al terrore, al panico, alla disperazione.

I Mammalia, al contrario, possedevano un equipaggiamento di gran lunga superiore sia in termini di caratteristiche fisiche che mentali: dai Mammalia discende l’Uomo, non dai Sauri.

I Sauri erano tutti, plausibilmente, affetti da sindrome da stress post-traumatico.

Quale metafora?

Difficile, conoscendo a dovere la storia degli ultimi tempi con protagonisti i mammiferi da una parte (il futuro) mentre dall’altra si spegnevano le certezze di un passato ultra remoto (i Sauri), non riconoscere – metaforicamente – la situazione socio-politica odierna e specialmente qui da noi, in Italia.

I Sauri che hanno governato questo Paese per lunghissimo tempo, si stanno estinguendo a favore dei Mammalia i quali, neanche 40 anni fa, erano ai margini dell’Impero, sull’Orlo Esterno (citaz.), con possibilità percentuali di avvicendamento parlamentare da prefisso telefonico.

Che cosa è successo? Lo sappiamo tutti che cosa è accaduto, i Sauri hanno imposto un’immagine del nostro Paese inesistente, hanno creato transfert silenziando la Storia, abbandonandola alla totale assenza di analisi o truccandone i risultati (specie il periodo risorgimentale ma soprattutto il Ventennio), enucleandone solamente gli aspetti interessanti ossia quelli che alimentavano i loro interessi di potere.

Tangentopoli e la giustificazione del sistema

Chi non ricorda il discorso di Bettino Craxi alla Camera? Correva l’anno 1992, era il 3 luglio. L’Operazione Mike-Papa, dai più conosciuta come Mani Pulite, aveva già fatto strage, perlomeno mediatica, del Pentapartito con particolare ferocia contro PSI e DC.

Quel discorso era la quintessenza della sicurezza rettile in relazione alla propria esistenza, giustificata da un sistema strutturale (e strutturato) in cui interessi sovranazionali dovevano ammettere gestioni interne oligarchiche per mantenere lo status quo democratico. Agghiacciante.

In quel momento, Chicxulub si abbattè nuovamente sul pianeta, esattamente al centro di Roma, a Montecitorio. L’estinzione proseguì e la stirpe dei rettili padroni dal Mesozoico esalò l’ultimo respiro il 29 aprile 1993, 10 mesi dopo, sempre ad opera del Segretario PSI.

Il sistema di copertura

Ci siamo mai chiesti, davvero, che cosa dovesse mai scongiurare il sistema protettivo? Un’invasione sovietica? E’ poco credibile, l’ex URSS sarebbe stata in grado di spazzarci via in pochi secondi e a nulla sarebbe valso un eventuale intervento da parte persino di quel manipolo di Gladiatori, misterioso Stay-behind in una Nazione Democratica, parlamentare e forte di una Costituzione esemplare.

Il PCI? Ci credo poco, l’attentato del ’74 a Berlinguer, allora Segretario del Partito, fece capire al mondo intero che il PCI era perfettamente inserito nell’arco costituzionale e la netta presa di distanza e di posizione critica, di ferma condanna versus le BR, spogliava anche di quell’aura rivoluzionaria il partito di Togliatti.

Senza dimenticare che Aldo Moro fu assassinato nel 1978 perché reputava maturo il tempo per un maxi governo DC-PCI e dare un assetto stabile all’Italia. Possiamo affermare che vi fosse un astio da parte dell’Occidente contro il più forte partito comunista presente in area NATO, secondo solo al PCUS; ma in Italia il Governo Ombra e l’asse esecutivo tra Giunte Rosse e partiti di governo erano una realtà tangibile e, spesso, apparentemente funzionante.

Ma allora: che Vasi di Pandora ha scoperchiato Chicxulub?

Le origini endogene della Destra

Il sospetto che i Sauri della politica italiana, più che il PCI, stessero tenendo d’occhio qualcos’altro, appare come scontato. Per fare ciò, è necessario un preambolo molto semplice.

Non sono i comunisti il bersaglio dei Sauri ma la Destra.

Aggiungo: non la Destra di partito, tanto per capire di che cosa dissertiamo, il MSI di Giorgio Almirante bensì la Destra come sentimento profondo, come tendenza sociale e culturale, una vera e propria struttura psicologica, del profondo; quasi, qui in Italia come in Germania, un Archetipo.

E per dirla alla Jung, ogni volta che un individuo, il suo inconscio vengono a contatto con queste realtà superiori (le Archetipali), si ingenera una psicosi di tipo sindromico.

Fascismo e nazismo

Le due grandi dittature di destra che hanno caratterizzato la prima metà del XX secolo, non sono importate né tantomeno emulate osservando comportamenti extranazionali:

  • sono endogene e presentano meccanismi endemici.

Riprendendo i concetti di zoologia e botanica, ad esempio, possiamo definirli entrambi endemici poiché:

  • di specie tipiche ed esclusive di un determinato territorio

Questo caratterizza la profondità generativa non di un movimento o tendenza ma di:

  • un luogo spirituale (sempre con Jung)
  • una forza ctonia
  • la struttura comportamentale dei soggetti italici e teutonici

Hegel e la nascita della Destra filosofica

Chi ha studiato Filosofia, sa che il pensatore tedesco era un assolutista.

I concetti di

  • Spirito della Storia
  • Monismo
  • Assolutismo
  • prevalenza dello Stato (Reich) sull’individuo, passando attraverso i concetti di Dio e Famiglia ovvero le palestre addestrative dove i soggetti avrebbero mano a mano compreso il deismo nazionale

sono prerogative della Destra e di quella Destra intesa come Spiritualità.

I concetti primi della Destra

Quando gli Archetipi della Destra – ossia questi – vengono messi in discussione, ecco innescarsi dinamiche di protezione dello Spirito all’interno delle quali sorgono, imponenti, i concetti di

  • ordine
  • sicurezza
  • famiglia
  • Nazione
  • radici religiose (solitamente cristiane)
  • pulsioni etnico-razziali
  • radici culturali
  • senso di appartenenza e di guidance della Storia (Hegel – Lezioni sulla filosofia della storia, libro I)
  • status quo
  • anti-progressismo (inteso quest’ultimo come accaparrato dalla sinistra ma di origine puramente illuminista)
  • ferrea ragione logica delle cose

L’ultimo punto, invero, non riguarda il pensiero libero espresso, ad esempio, da Descartes ma un pensiero puro, una logica assoluta dove il pensiero stesso è motore e oggetto di sè. Quasi una definizione trinitaria simile a quella agostiniana.

Per Hegel

  • ‘ciò che è razionale è reale
    e ciò che è reale è razionale’

Non a caso, movimenti come il Pentastellato hanno introdotto una scienza soggettiva ma che, nel contesto delle dinamiche di appropriazione (o come direbbe Hegel Aufhebung’, ‘Toglimento’) diviene la scienza di Partito, né più né meno dell’operazione che Hanns Hörbiger fece, in contestuale ammirazione da parte nazista, con la Teoria del Ghiaccio Cosmico oppure la fisica del Terzo Reich basata sulla Terra Cava.

Per queste ragioni un Casaleggio sostenne ‘Zeitgeist’ come verità incontrastabile, i vaccini sono pericolosi, il Signoraggio è realtà finanziaria e altre amenità di questo tipo: perché ciò che è (riconosciuto) razionale è anche reale. Si rilutta la logica aristotelica in cui un sillogismo è valido solo se valide sono le premesse: è il metodo che conta.

Un concetto profondamente hegeliano che diede origine alla stessa Destra hegeliana.

L’Italia e il rapporto amore-odio con la Lega

In Italia, date tutte le premesse finora sul tavolo, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’immigrazione. E la verità è che un problema esistente da decine d’anni, forse da sempre ma tenuto sotto silenzio e transfert dai Sauri.

Negli Anni ’90, all’indomani della prima grande crisi transnazionale, i barconi albanesi, dopo la caduta della Repubblica d’Albania, continuarono il processo di disgregazione iniziato con Tangentopoli, portando i Sauri alla disfatta: non vi era più fiducia nel futuro, l’Italia sarebbe stata ‘inquinata’ da etnie aliene. I tempi del 1985 con l’Italia riconosciuta come Quinta Potenza Mondiale, sotto il Governo Craxi che sfruttò la favorevole congiuntura internazionale, fu subissata dal lancio delle monetine, 30 aprile 1993 (il giorno dopo l’ultimo discorso alla Camera di Bettino) fuori dall’Hotel Raphael di Roma.

Con la dissoluzione dell’URSS (19 agosto 1991) e la precedente unificazione della Germania, centinaia di migliaia di polacchi e di individui dell’ex Patto di Varsavia si riversarono nel cuore dell’Europa, raggiungendo anche l’Italia negli anni successivi.

Gli italiani e le italiane, iniziarono a sentire il risveglio dell’Archetipo e reagirono di conseguenza: nel 1994 Silvio Berlusconi (10 maggio) instaura il primo governo di centro-destra, ‘sdoganando’ (terminologia utilizzata dall’allora sinistra) il MSI divenuto nel frattempo AN con Gianfranco Fini (gennaio 1994) e trasformatasi da forza politica in Partito con la Convention di Fiuggi nel gennaio 1995.

Accanto a queste forze, un movimento secessionista, di modeste dimensioni, crebbe a tal punto da entrare a Montecitorio trainato dalla potenza elettorale di Forza Italia.

Era composto da tre formazioni:

  • Lega Lombarda
  • Liga Veneta
  • Liga Piemonteisa

Poi divenne Lega Nord e oggi Lega, il Partito che sta macinando consensi in ogni anfratto italiano, seppur con un passato etnista-regionalista, anticostituzionale e secessionista prima che federalista.

L’Europa e l’immigrazione fuori controllo

Il carico da undici, sul risveglio dell’Archetipo e sulla definitiva estinzione dei Sauri, è giunto da una scriteriata Unione Europea (forse è il caso di chiamarla Unione Monetaria Europea), decisioni di guerra unilaterali da parte della Francia in Africa del Nord, particolarmente in Libia e la conseguente massa emigratoria proveniente da questi Paesi o attraverso di essi, fenomeno in cui l’Italia è stata protagonista con

  • 181.000 persone nel 2016
  • 119.000 persone nel 2017
  • 13.000 persone ca. fino a maggio 2018

un palmares di oltre 313.000 individui considerati come una minaccia alla tenuta dello status quo, miscelato esplosivamente ad una crisi mondiale senza precedenti iniziata nel 2008, dove i primi segni di ripresa si vedono 10 anni dopo.

Il terrorismo islamico tramite le terze generazioni

Ciliegina sulla torta, ecco il reflusso fondamentalista iniziato molto tempo fa e culminato in due grandi eventi:

  • l’11 settembre
  • lo Stato dell’Is

Eppure l’Europa – inconsapevole come tante altre Nazioni – dapprima osserva e poi sperimenta una strategia di guerriglia permanente completamente sconosciuta: gli attentati compiuti dai cani sciolti, con qualsiasi mezzo, nel cuore dei propri centri abitati e – terrificante – da parte di concittadini di origine musulmana ma naturalizzati nel Paese da almeno 2 o 3 generazioni.

L’Archetipo invade totalmente le persone. Arrivo ad ipotizzare che il controllo ferreo sull’immigrazione sia in Germania che in Austria, molto più di Francia ed Italia, è dovuto al tentativo di impedire il risveglio dell’Archetipo teutonico, ben più pericoloso di quello italiano. E perché in Spagna si, senza problemi? Perché in Spagna Franco morì di vecchiaia e agli spagnoli non è stata propinata la rimozione del Fascismo con la scusante, da parte dei Sauri, che la Nazione non fece mai una stretta alleanza con il Reich nazista, proponendo una visione buonista del Dittatore Franco, il quale però non esitava a firmare esecuzioni mentre faceva colazione di prima mattina.

Considerazioni in chiusura

Non mi meraviglio di un Governo a trazione leghista, qui in Italia. Era questo che i Sauri volevano impedire, il risveglio archetipale. L’Italia non è una Nazione tollerante e non è vero che è stata trasformata dall’influenza dei media: l’Italia è sempre stata etnista, regionalista e campanilista.

Lo scontro sociale di origine territoriale fa parte della storia più remota di questo Paese, affonda le radici nella struttura politica ante-risorgimentale e unificatrice. E anche dopo, il brigantaggio ad esempio, era un chiaro rigetto dell’arrivo sabaudo.

In Toscana la guerra tra Principati, Ducati e via discorrendo è ancora oggi presente nell’inconscio dei suoi abitanti; le parole d’ordine dei leghisti ante e post 1994 erano federalismo, secessione, diversificazione, macroregione. A Torino, negli Anni ’70 (io c’ero sono nato lì nel 1969), sui portoni dei palazzi si trovava spesso il cartello:

  • vietato l’ingresso a mendicanti, venditori ambulanti e meridionali

Oggi il nemico non è più interno, è esterno e il nazionalismo si è radicato nuovamente in forma molto forte qui da noi. Il vecchio detto arabo: ‘con mio fratello contro mio cugino/con mio fratello e mio cugino contro lo straniero’ è alla base delle scelte alle Politiche del 4 marzo 2018.

Ma questo è lo Spirito della Storia, come diceva Hegel, che l’accompagna per vie traverse a noi, spesso, non date a vedere nell’immediato. I Sauri sono scomparsi, hanno lasciato il posto ai Mammalia.

Un’esperienza a conclusione

Nel 1986 ero a Roma, al capolinea del 718 in piazza Venezia. Mentre mi accingevo a prenderlo, due bimbi ROM si affacciano sul mezzo. A quel punto il conducente esce dall’abitacolo, prende uno di questi (che poteva avere l’età di mio figlio) per il braccio e lo strattona a calci nel culo fino a farlo rovinare in terra di schiena. Io intervengo, avevo 17 anni, fermando una volante di Polizia che, compreso l’accaduto, porta via il conducente.

Ne giunge un altro, nel frattempo salgo sull’autobus e con me altre persone, uomini e donne di Roma. Da piazza Venezia fino a largo La Loggia ero terrorizzato: inveirono lungo tutto il tragitto contro di me, ho avuto paura del linciaggio.

Non c’erano né UE né la crisi, anzi…

 

IL PROBLEMA DELLE PENSIONI: ALCUNE SIMULAZIONI

Giuseppe Badalucco - Atlante Segreto - Edicolaweb

Il problema delle pensioni è uno dei problemi più importanti dell’economia moderna; infatti il problema riguarda le prestazioni da pagare a milioni di persone che in passato hanno cessato la propria attività lavorativa ed entrano nella fase dell’età più matura. Senza entrare nello specifico del regime italiano (lo faremo in un successivo lavoro) vediamo una simulazione di un sistema ipotetico che è rappresentativo di alcune congetture relative al calcolo dei contributi e al pagamento delle pensioni Leggi tutto “IL PROBLEMA DELLE PENSIONI: ALCUNE SIMULAZIONI”