Eterodossa geneticamente pura

Monica Benedetti

Da eterodossa geneticamente pura, non mi accontento di pensare o scrivere in maniera Eterodossa ma ne vivo i tempi nelle mie azioni quotidiane. Una di quelle che amo di più è il perpetrare l’antica tradizione della raccolta dell’Iperico o Erba di San Giovanni. Vi invito a seguirmi nella magia di una giornata che sa di erba fresca, di memorie ancestrali e sacro silenzio…

Svegliarsi prima dell’alba, la mattina del 24 giugno, è uno dei momenti dell’anno che preferisco. Si respira la magia della notte dei Fuochi di San Giovanni, appena trascorsa e la natura è avvolta da un irreale silenzio. So sempre dove dirigermi, col mio cesto in mano e col pallido chiarore mi immergo tra le piccole e dorate stelle dell’iperico come mi è stato insegnato tanti anni fa dalla sapienza contadina. E’ l’unico momento in cui la raccolta produce il massimo effetto magico e guaritore di un’erba apparentemente insignificante, non fosse per le coloratissime macchie che vestono prati e campi incolti.

Le stelle di San Giovanni

Eppure le proprietà dei fiorellini dorati a forma di stella sono conosciute fin dai tempi remoti. Quando la tradizione era pagana le donne possedevano la sapienza di Madre Natura e ne utilizzavano i suoi frutti tra scienza e magia. Col mio cesto pieno di fiori e pazienza e le dita colorate di viola, ringrazio l’abbondanza del raccolto e mi accingo a continuare il rituale. A casa stendo quel tappeto dorato su panni di lino candido e scelgo i fiori che diverranno olio guaritore e quelli che saranno mazzetti o sacchetti, a protezione della mia casa. Il doppio utilizzo dell’iperico lo rende prestigioso; un re tra le altre erbe sue sorelle ma un umile re che si veste di semplicità e svetta in religioso silenzio laddove oggi l’uomo interviene solo per fare pulizia nel terreno.

Olio Rosso d’Iperico

Dopo circa un mese dalla raccolta, dopo aver mescolato in barattoli di vetro trasparente fioriolio e sole, posso filtrare quell’intruglio altamente curativo che viene comunemente chiamato “Olio Rosso“. La sua dimora sarà in bottiglie di vetro scuro per mantenerne le caratteristiche organolettiche per un intero anno. Quell’olio è un valido alleato: capace di alleviare il dolore nelle scottature e riparare le ferite; togliere il prurito delle punture d’insetti; alleviare i dolori osteoarticolari; fermare il “sangue dal naso“; funge da doposole; è un ottimo rimedio anche nelle contusioni, nelle escoriazioni e può essere utilizzato anche come olio da massaggio.

La sua energia intrinseca, poi, associata al fuoco della magica notte di San Giovanni, viene rilasciata dai mazzetti appesi sulla porta e sulle finestre come deterrente delle energie negative. Lo appendevano, gli avi di campagna, nelle porte delle stalle per proteggere il bestiame dagli attacchi dell’invidia e io ne tengo, per lo stesso motivo, un sacchetto in borsa o in tasca. Il suo uso magico, magari, funziona solo per la forza di convinzione dovuta alla tradizione tramandata nel tempo o forse, al di là di quello che i nostri occhi vedono, c’è un mondo fatto di impossibili possibilità a ricordarci che la scienza, prima di essere tale, era chiamata magia.

Il Nuovo Dio e il Trono usurpato

Monica Benedetti
Dio
Il dolore nelle lacrime della Dea Madre

Immagino l’attimo in cui il Dio maschio detronizzò la Madre

In un villaggio pagano, in cui la tradizione ancora non possedeva un nome ma soltanto azioni quotidiane legate ai ritmi delle leggi di Natura, giunse il seme del cambiamento epocale che ci ha resi quello che siamo oggi: esseri tecnologicamente e culturalmente avanzati completamente avulsi dal sistema Terra… Leggi tutto “Il Nuovo Dio e il Trono usurpato”

137: il numero dell’Intelligenza Divina

Monica Benedetti

L’intelligenza divina tra le egizie sabbie ha celato il suo segreto: il numero 137

La mia passione per la ricerca delle origini della nostra specie mi ha condotta, molti anni fa, ad interessarmi, al pari di molti altri ricercatori indipendenti ed accademici, ai misteri ancora sepolti da sabbie e pietre dell’Egitto predinastico. Il fascino delle tre Sorelle di Giza mi ha travolta e impegnata anni con domande che non trovavano risposte per me esaurienti, fino a che, di concerto con un altro ricercatore, sono emersi tasselli importanti che ho potuto aggiungere al mio puzzle di conoscenza. Il più intrigante, poiché da solo è un’opera omnia, è l’aver scoperto, tramite proporzioni matematiche sui lati della seconda piramide, un numero primo conosciuto negli ambienti scientifici come “Numero di Dio”: il 137, la “costante di struttura fine”.

L’articolo che desidero condividere qui, in Eterodossia, è tratto dal mio ultimo lavoro di ricerca, da appassionata, riguardante i segreti dell’Egitto predinastico in cui “racconto” il Numero di Dio. Leggi tutto “137: il numero dell’Intelligenza Divina”

Il “Principio Divino del Movimento Eterno”

Monica Benedetti

Il Principio Divino del Movimento Eterno: Un’analisi Eterodossa sul nome della Piana di Giza.

Da ricercatrice appassionata di storia delle civiltà prediluviane, mi sono sempre posta innumerevoli domande riguardanti le epoche più lontane da noi, nel tempo e sui luoghi nel pianeta in cui la presenza di un passato fervido e importante è testimoniata da monumentali architetture ancora poco o nulla spiegate. Leggi tutto “Il “Principio Divino del Movimento Eterno””